Non gli eroi di marmo, ma chi ha scelto la strada giusta

C’è un momento, oggi a Palazzo Jung, in cui le parole di Giorgia Meloni smettono di suonare come un discorso ufficiale. Racconta la Fiat Croma, la lamiera sventrata dal tritolo tornata a Palermo dopo quattordici anni chiusa in una teca a Roma. E prova a immaginare cosa stessero facendo Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, lui alla guida, lei accanto, come sempre, in quei minuti prima della strage. Forse parlavano. Forse scherzavano. Forse pensavano a cosa fare l’indomani. Le stesse piccole cose che facciamo tutti quando siamo in macchina con qualcuno, senza sapere che potrebbe essere l’ultima volta.

Il trucco che abbiamo fatto a loro

Li abbiamo trasformati in eroi di marmo, e a furia di scolpirli su una lapide abbiamo smesso di vederli come persone vere. È un trucco comodo. Ci permette di ammirarli da lontano senza sentirci coinvolti, come se fossero fatti di una pasta diversa dalla nostra. Oggi Meloni ha detto una cosa che smonta questo alibi. «Non erano persone straordinarie. Non si atteggiavano da eroi, non volevano essere idoli. Erano persone perbene che sapevano distinguere il bene dal male, e facevano la loro parte al meglio delle loro possibilità».

È una frase semplice, ma pesa. Se erano persone normali, il coraggio non è un dono riservato a pochi. È una scelta che chiunque, in teoria, può fare.

Il momento che capita a tutti

Gli eroi, ha detto la premier, sono persone che quando è arrivato il momento di scegliere hanno saputo da che parte stare. E quel momento capita a tutti, nella vita, a volte più di una volta. Non è un privilegio dei magistrati che finiscono sui libri di storia. È una prova piccola che si presenta a chiunque. Il commerciante che decide di non pagare il pizzo. Il testimone che decide di parlare invece di guardare altrove. Il ragazzo che decide di non fare da palo per pochi soldi.

Falcone e Morvillo hanno scelto la strada più difficile. Ma per loro, quella mattina o quel pomeriggio, forse non era la strada eroica. Era solo la strada giusta. Facevano il loro lavoro, come lo fanno le persone perbene ogni giorno, senza pensare di stare scrivendo la storia.

Perché quel lenzuolo bianco fa ancora male

Non sono lacrime di circostanza, quelle che si vedono quando cade il lenzuolo sulla Croma sventrata. Quella lamiera dice una cosa che nessun discorso riesce a dire allo stesso modo. Fa vedere il prezzo vero, quello fisico, quello che si può toccare con gli occhi. E in mezzo a quella commozione c’è una domanda che rimane, anche dopo che le telecamere si sono spente. Quante persone oggi, a Palermo come altrove, si trovano davanti a quel momento di scelta di cui parlava Meloni, e scelgono la strada sbagliata perché quella giusta fa paura.

Falcone e Morvillo non ci hanno lasciato eroi da guardare da lontano. Ci hanno lasciato un metro di misura scomodo, quello delle piccole scelte quotidiane che possono sembrare irrilevanti e invece non lo sono mai. Come non lo era, per loro, salire su quella macchina ogni giorno, sapendo tutto, e continuare comunque a fare il proprio lavoro.

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Published by
Alfio Musarra