
Dalle colonne del New York Times ai tabloid inglesi, il coro è unanime: “Italia in ritardo”. Ma il Belpaese è pronto a smentire i gufi con uno show stellare che unirà il pop internazionale alla lirica.
Milano-Cortina 2026, la sfida alla vigilia del via. La stampa estera punta il dito sui cantieri, ma l’organizzazione risponde con la bellezza: Mariah Carey, Bocelli, Pausini e l’inno di Dardust pronti a incantare San Siro.
Se dovessimo dare retta ai titoli apparsi nelle ultime settimane sulle testate internazionali, da Londra a New York, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sarebbero un disastro annunciato. La stampa estera non ha risparmiato critiche feroci, puntando i riflettori con ossessiva puntualità sui ritardi nei cantieri, sui costi lievitati e su quella presunta disorganizzazione che, agli occhi degli osservatori stranieri, sembra essere il marchio di fabbrica del nostro Paese. “L’Italia arriverà in tempo?”, si chiedono scettici gli editorialisti d’Oltralpe, osservando con ansia le gru ancora in movimento a poche ore dalla cerimonia d’apertura.
Eppure, chi conosce il DNA italiano sa che la realtà è ben diversa. È vero: siamo un popolo “diesel”, talvolta esasperante nelle lungaggini burocratiche e abituato a ridursi all’ultimo respiro per completare le opere strategiche. Ma è proprio in quella “zona Cesarini”, in quel caos apparente dell’ultimo miglio, che scatta il genio tricolore. Mentre i tedofori portano la fiamma sacra verso San Siro tra due ali di folla festante, la sensazione diffusa tra gli addetti ai lavori è che, nonostante i timori dei rigorosi commentatori nordici, l’Italia stia per compiere l’ennesimo “miracolo”. E la risposta più potente alle critiche non arriverà dai comunicati stampa, ma dal palcoscenico.
A meno di 24 ore dal via, è stato svelato il programma musicale della Cerimonia di Apertura, un mix spettacolare pensato per lasciare il mondo a bocca aperta. Il cuore pulsante dell’evento sarà l’inno ufficiale “Fantasia Italiana”, firmato dal produttore Dardust. Un brano che promette di essere il manifesto sonoro di questi Giochi: una fusione audace tra pianoforte ed elettronica, capace di evocare sia le atmosfere rarefatte e maestose delle montagne olimpiche sia l’energia frenetica e innovativa della Milano contemporanea. È su queste note che l’Italia dimostrerà di saper unire tradizione e futuro, zittendo le polemiche con l’eleganza.
Ma è il parterre de rois degli artisti a promettere scintille e a trasformare San Siro nel centro del mondo. L’ospite internazionale più attesa è la diva Mariah Carey. La sua presenza è già un evento, ma circola con insistenza uno “spoiler” che sta facendo impazzire i fan e tremare di emozione i nostalgici: la star americana potrebbe interpretare una versione speciale e inedita di “Nel blu dipinto di blu (Volare)”. Un omaggio alla cultura italiana che si preannuncia iconico, un ponte tra Broadway e Sanremo che solo l’Italia poteva immaginare.
A tenere alta la bandiera del tricolore nel mondo ci penserà Laura Pausini. La regina del pop nostrano, ormai di casa sui palcoscenici globali, porterà a San Siro pietre miliari come “La solitudine” e “Non c’è”, brani che hanno fatto la storia della musica leggera. Tuttavia, le indiscrezioni suggeriscono che potrebbe riservare sorprese tratte dal suo nuovo progetto Io canto 2, regalando un’anteprima assoluta al pubblico olimpico.
La solennità del momento, quella sacralità che solo i Giochi sanno trasmettere, sarà affidata alla voce simbolo dell’Italia: Andrea Bocelli. Per il tenore si prevede un’esecuzione da brividi del “Nessun Dorma”, l’aria che più di ogni altra rappresenta la vittoria, ma non si esclude un colpo di scena: un duetto emozionante, forse con il figlio Matteo, per sottolineare i valori di fratellanza e continuità generazionale tipici dello spirito olimpico.
Infine, spazio alla Milano di oggi, quella multiculturale, veloce e vibrante, con Ghali. L’artista rappresenterà l’integrazione e le nuove generazioni, portando sul palco quella freschezza che smentisce l’immagine di un Paese vecchio e immobile dipinta da certi osservatori stranieri. Si ipotizza una performance legata ai suoi brani più famosi, inni di una società che cambia e si evolve.
Domani sera, quando la musica di Dardust riempirà San Siro e le voci di questi giganti si alzeranno al cielo, le critiche sui cronoprogrammi diventeranno un ricordo sbiadito. L’Italia, con i suoi tempi e le sue contraddizioni, è pronta a regalare al mondo un’altra notte magica. Magari arriviamo un po’ più lenti al traguardo rispetto agli altri, ma quando accendiamo la luce, nessuno brilla come noi.