Finisce a Tenerife l’odissea della nave dell’hantavirus: un francese mostra sintomi in volo

Quaranta giorni dopo, la Mv Hondius ha attraccato al largo di Tenerife e i passeggeri hanno cominciato a sbarcare. Mascherine, pochi effetti personali, bus militari e voli di rimpatrio: si chiude l’odissea della nave focolaio dell’hantavirus che ha attraversato i mari antartici con tre morti a bordo. Ma l’emergenza non è finita: un passeggero francese ha manifestato sintomi sul volo di rientro.

Alle 9.30 del mattino i primi 14 passeggeri, tutti spagnoli, sono scesi dalla nave a bordo di gommoni Zodiac scortati dalle motovedette della Guardia Civile, raggiungendo il porto di Grenadilla de Abona, a Tenerife. Nella prima giornata di operazioni sono sbarcate in tutto 90 delle 147 persone a bordo, divise per le 23 nazionalità rappresentate e trasferite rapidamente sui bus rossi dell’Unità di emergenza dell’esercito verso l’aeroporto di Tenerife Sud. Da lì sono partiti i voli di rimpatrio verso i rispettivi Paesi. Intorno alla nave è stata istituita una zona di esclusione marittima. Prima dello sbarco, squadre sanitarie — tra cui l’epidemiologo italiano Ettore Severi dell’European Centre for Disease Prevention and Control — hanno visitato e sottoposto a controlli ogni passeggero.

«Tutti asintomatici», poi il caso francese

La ministra della Sanità spagnola Monica Garcia, presente al porto, aveva assicurato che tutti i passeggeri risultavano asintomatici e che non vi sarebbe stato alcun contatto con la popolazione locale. Poche ore dopo, però, il premier francese Sébastien Lecornu ha reso noto che uno dei cinque cittadini francesi rimpatriati ha cominciato a manifestare sintomi durante il volo di rientro. I cinque connazionali sono stati posti in isolamento stretto e sono state disposte misure di contenimento per i casi di contatto.

La posizione dell’Oms

Dal porto di Tenerife il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha voluto precisare che il rischio di contagio del virus resta basso, indicando come segnale positivo il fatto che l’ultimo caso confermato risalga al 2 maggio. Dopo i voli verso Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti, l’ultimo volo programmato — per Australia e Nuova Zelanda — è condizionato dalle condizioni meteo, che potrebbero ritardarne la partenza.

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Redazione