
Un altro decreto tampone. Il quarto in due mesi. Il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova proroga degli sconti sui carburanti valida fino al 6 giugno. Per la benzina lo sconto resta invariato. Per il diesel viene dimezzato. E per trovare le coperture si tagliano fondi per metro, auto elettriche e coesione territoriale.
Per la benzina lo sconto resta di 5 centesimi al litro, che diventano 6,1 con la riduzione dell’Iva. Per il diesel lo sconto viene dimezzato: da 20 a 10 centesimi al litro. Le ultime rilevazioni del ministero delle Imprese registrano un litro di benzina a 1,966 euro e un litro di gasolio a 1,974 euro. Senza gli sconti, il diesel tornerebbe ampiamente sopra i 2 euro.
I camionisti avevano annunciato un fermo dei tir dal 25 al 29 maggio. La premier Giorgia Meloni li ha ricevuti a Palazzo Chigi tre ore prima del Consiglio dei ministri. Accordo trovato: ai 100 milioni già stanziati si aggiungono altri 200 milioni di credito d’imposta per la maggiore spesa di gasolio. Il sostegno copre un mese in più: giugno. In cambio, il fermo è sospeso.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato 100 milioni per fertilizzanti e gasolio agricolo. Arrivano sostegni anche per il trasporto pubblico locale. Il Cdm sblocca i programmi della Protezione civile per l’area di Niscemi e stanzia 100 milioni per garantire la continuità dell’ex Ilva di Taranto.
Le coperture si trovano tagliando altrove. I fondi di coesione 2021-2027 perdono 100 milioni. Il fondo per gli incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti perde 251 milioni. Il fondo per il potenziamento delle metropolitane rinuncia a 145 milioni. Sono tagli che non fanno rumore oggi. Ma che pesano domani.
Il filo conduttore di questo decreto è la guerra in Iran e i suoi effetti sul prezzo del petrolio. Il governo risponde con strumenti di breve durata. La proroga arriva al 6 giugno. Poi bisognerà trovare altre coperture o lasciare che i prezzi tornino dove erano. È la logica dell’emergenza. Efficace nel breve. Costosa nel lungo.