
Inps (cataniaoggi.it-inps)
Pensioni pubbliche, l’Inps ammette l’errore: rimborsi e arretrati per medici e statali. Dopo due anni di tagli illegittimi agli assegni di vecchiaia, l’Istituto recepisce le modifiche della Manovra 2024; avviato il riesame d’ufficio per migliaia di ex dipendenti di scuola, sanità ed enti locali.
Un nuovo “pasticcio” burocratico colpisce l’Inps, costretto ora a correre ai ripari per rimediare a un’errata interpretazione della Legge di Bilancio 2024. Al centro della vicenda ci sarebbero le aliquote di rendimento delle pensioni liquidate agli iscritti delle casse Cpdel, Cps, Cpi e Cpug: ovvero medici, infermieri, insegnanti, ufficiali giudiziari e dipendenti degli enti locali. Nonostante il Parlamento avesse escluso gli assegni di vecchiaia dai tagli previsti per le pensioni anticipate, l’Istituto ha continuato ad applicare decurtazioni non dovute per oltre due anni.
L’errore è stato ufficialmente riconosciuto con il messaggio 787 dello scorso 5 marzo. La norma originaria puntava a ridurre i vantaggi per chi possedeva meno di 15 anni di contributi nel sistema retributivo prima del 1996, ma il Senato ne aveva ristretto il perimetro per salvaguardare proprio le pensioni di vecchiaia. L’Inps, tuttavia, ha applicato erroneamente il taglio a due specifiche categorie: le pensioni di vecchiaia in cumulo (qualora l’ultima gestione non fosse quella pubblica) e le vecchiaie differite derivanti da dimissioni volontarie o scadenza di contratti a termine.
A seguito del pressing sindacale e dei numerosi ricorsi, l’Istituto ha disposto il riesame d’ufficio di tutte le posizioni liquidate con i criteri errati. Ai pensionati coinvolti dovranno essere restituiti gli arretrati maturati, a cui si aggiungeranno gli interessi legali e la rivalutazione monetaria. Gli eventuali debiti contestati dall’Inps ai cittadini sulla base della vecchia interpretazione della norma dovranno essere annullati. Si tratta di un’operazione complessa che inciderà sui conti dello Stato, considerando che le modifiche parlamentari per “salvare” i medici e le altre categorie erano state quantificate in circa 40 milioni di euro.
Sebbene non vi sia ancora un numero certo di “malcapitati”, le stime tecniche della manovra parlavano di una platea potenziale di oltre 81.000 pensioni tra vecchiaia e anticipate nel biennio 2024-2025. Restano fuori dal taglio anche tutti i lavoratori che avevano maturato i requisiti entro la fine del 2023 o coloro che sono usciti dal servizio per limiti di età. La correzione rappresenta un atto dovuto che restituisce dignità economica a migliaia di professionisti della pubblica amministrazione, ponendo fine a un prelievo forzoso durato fin troppo a lungo.