
All’Aran è stato firmato il nuovo contratto collettivo nazionale per i 205mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Il contratto copre il triennio 2025-2027 ed è il primo accordo completo, non limitato alla sola parte economica, siglato nel corso del proprio periodo di vigenza per un comparto della pubblica amministrazione. Un primato che il ministro per la Pa Paolo Zangrillo ha accolto con soddisfazione: «È un segnale concreto che la Pubblica amministrazione può funzionare in modo moderno ed efficiente, rispettando le regole e i tempi che essa stessa si è data».
Il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, alla guida della sua terza intesa in quattro anni sul comparto della Pa centrale, ha definito l’accordo «la dimostrazione di una contrattazione ordinata, tempestiva e al servizio dei lavoratori», aggiungendo con una formula secca: «Un contratto si fa in due».
Sul piano economico, l’intesa prevede un aumento medio di 162 euro mensili. La Cisl Funzione pubblica, con il segretario generale Roberto Chierchia, parla di «traguardo storico» che porta a un incremento cumulato del 12% considerando anche il contratto precedente 2022-2024.
Fra le novità, la possibilità di aumentare il valore dei buoni pasto e una disciplina più chiara sulla retribuzione nei giorni di ferie. Su questo punto, la segretaria generale della Uil Fp Rita Longobardi ha sottolineato che il contratto «va nella direzione che da sempre sosteniamo ai tavoli negoziali: garantire subito alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risorse disponibili senza attendere la fine del triennio contrattuale». Il testo include anche l’indennità di turno nel calcolo delle ferie, risultato ottenuto, ha precisato Longobardi, «grazie alle sentenze favorevoli ottenute dalla Uil Fp presso i Tribunali e le Corti d’Appello di Torino e Roma».
Una delle novità più discusse riguarda la prima regolamentazione del pubblico impiego sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il segretario generale di Confintesa Fp Claudia Ratti ha definito questa parte «una delle novità più significative di questo rinnovo contrattuale perché riconosce che l’innovazione tecnologica non può procedere senza adeguate garanzie per le persone che lavorano nella pubblica amministrazione».
Il segretario generale di Confsal Unsa Massimo Battaglia ha elencato tra le novità positive anche «un rafforzamento delle relazioni sindacali» e «l’introduzione di una pausa per recupero psicofisico».
Il contratto introduce e rafforza i permessi per la partecipazione agli screening oncologici, misura citata dal segretario generale della Flp Marco Carlomagno tra le «numerose proposte accolte». L’accordo prevede anche «il riconoscimento della certificazione delle competenze e il rafforzamento delle posizioni organizzative e degli strumenti di valorizzazione e riconoscimento professionale dei funzionari».
L’accordo ha raccolto un consenso molto ampio. Ha firmato anche la Cgil, lasciando fuori dai firmatari la sola Usb. Il segretario generale della Cgil Fp Federico Bozzanca ha rivendicato il ruolo del sindacato nell’aver «lottato per importanti innovazioni», citando in particolare il meccanismo di verifica ex post introdotto per misurare eventuali scostamenti negativi tra i salari reali e l’andamento dell’inflazione, una clausola di garanzia pensata per tutelare il potere d’acquisto nel medio periodo.