
Auto a benzina (cataniaoggi.it-pexels)
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto la proroga degli sconti sulle accise dei carburanti fino al prossimo 3 luglio. Il nuovo decreto ministeriale conferma il taglio di 5 centesimi al litro sulla benzina ma dimezza l’agevolazione sul gasolio, scatenando le dure critiche da parte delle associazioni dei consumatori.
Il bilancio energetico delle famiglie e delle imprese italiane si appresta a subire una nuova rimodulazione tariffaria sul fronte dei rifornimenti stradali. Il governo ha varato la proroga fino al 3 luglio dei tagli temporanei sulle accise dei carburanti, introducendo una strategia asimmetrica tra i due principali vettori energetici alla pompa. L’intera operazione finanziaria comporta un investimento complessivo da circa 150 milioni di euro per le casse dello Stato, interamente coperto attraverso l’utilizzo dell’extragettito Iva generato dai precedenti rincari.
Il provvedimento interministeriale, firmato dal titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è entrato ufficialmente in vigore a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per quanto concerne la benzina, il valore fiscale viene mantenuto a 622,90 euro per mille litri, confermando lo sconto di 5 centesimi di euro (che sale a 6,1 centesimi computando l’aliquota Iva al 22%).
La variazione più significativa interessa il comparto del diesel: l’accisa sul gasolio sale a 622,90 euro per mille litri rispetto ai 572,90 euro precedenti. Di conseguenza, il beneficio per gli automobilisti si riduce, passando da 10 a 5 centesimi al litro. Si tratta del secondo dimezzamento consecutivo applicato dall’esecutivo sulla tariffa del gasolio dopo la contrazione da 20 a 10 centesimi decretata con il precedente provvedimento d’urgenza. La copertura economica per le minori entrate erariali, quantificata precisamente in 149,4 milioni di euro, è stata attinta dalle quote di maggior gettito dell’Iva incassate nel periodo compreso tra l’1 e il 31 maggio 2026.
La rimodulazione delle accise si inserisce in una fase di parziale flessione dei listini commerciali monitorati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I dati trasmessi dall’Osservatorio nazionale evidenziano prezzi medi in modalità self-service inferiori ai 2 euro: la benzina si attesta a 1,921 euro al litro e il gasolio a 1,980 euro, mentre sulle tratte autostradali le medie salgono rispettivamente a 2,020 euro e 2,072 euro al litro.
Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha difeso l’impostazione del decreto parlando di una politica improntata alla responsabilità e alla cautela per calmierare la spinta dell’inflazione generale. Di parere opposto si sono dichiarate le sigle di tutela dei consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori ha espresso parere negativo sulla riduzione del bonus, ipotizzando un immediato ritorno del diesel sopra i 2,1 euro al litro in autostrada. Il Codacons ha elaborato un primo bilancio previsionale sull’impatto economico della misura, stimando per gli utenti un aggravio complessivo pari a circa 17,1 milioni di euro a settimana a titolo di maggiori costi di rifornimento.