
È stata presentata a Palazzo della Cultura la quinta edizione del Fringe Catania Off, la rassegna di teatro internazionale che quest’anno accompagna i dieci anni dalla fondazione del Fringe Italia Off International Festival. Alla conferenza stampa erano presenti gli ideatori e direttori della manifestazione, Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, quest’ultimo collegato da Milano.
«Catania ha tutte le carte per divenire capitale del turismo e il Fringe potrebbe rappresentare un volano importante, così com’è stato per Avignone ed Edimburgo», hanno detto Vitale e Lombardo, presentando il programma che unisce spettacoli e appuntamenti collaterali in diversi spazi della città.
Il festival si regge sul sostegno di SIAE, Fondazione Sicilia e Comune di Catania, quest’ultimo attraverso il progetto Palcoscenico Catania. Alla realizzazione collaborano anche il Teatro Stabile di Catania e l’Università di Catania, insieme alle realtà culturali, scolastiche e sociali coinvolte nelle varie sezioni della rassegna.
Per il Comune è intervenuto Paolo Di Caro, direttore della Direzione Cultura, che ha portato i saluti del sindaco Enrico Trantino. In collegamento da remoto ha preso parte anche Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile. Alla conferenza hanno partecipato inoltre numerosi attori, operatori culturali e titolari degli spazi coinvolti nella rassegna.
«Abbiamo artisti che hanno girato il mondo», ha detto Vitale. «Molti di loro hanno attraversato festival, città e circuiti internazionali, confrontandosi con culture e linguaggi differenti». Il progetto punta a costruire un modello di marketing territoriale capace di collegare il centro cittadino alle periferie.
Di Caro ha descritto il Fringe come «sperimentazione di un modello che favorisce processi di internazionalizzazione e, allo stesso tempo, raggiunge realtà periferiche attraverso incontri e attività rivolte alle scuole». Gli studenti hanno un ruolo centrale nella rassegna: sono chiamati a confrontarsi direttamente con il teatro, imparandone linguaggi e meccanismi.
Per Vitale e Lombardo la novità del Fringe sta nel ribaltare l’idea di teatro come istituzione chiusa. Le proposte in programma sono pensate per essere accessibili a pubblici diversi, e gli artisti si confrontano direttamente con spettatori e operatori, trovando nel festival occasioni di circuitazione per i propri lavori.
Su questo aspetto è intervenuto anche Giorgetti, secondo cui «il teatro deve entrare in relazione con la città e con le sue energie, creando occasioni e percorsi capaci di andare anche oltre il singolo spettacolo». Programma completo e informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del Fringe Italia Off.