
Grande partecipazione di pubblico ad Acireale per la nuova tappa del convegno itinerante “Chi vuol cancellare la donna? La complementarità uomo-donna per una #primaverademografica”. L’incontro, ideato dalla già senatrice Tiziana Drago, ha analizzato le risposte sistemiche alla crisi delle nascite in Italia e la valorizzazione della figura femminile nel contesto occupazionale e spirituale.
Il ciclo di incontri finalizzato al contrasto della denatalità e alla promozione di adeguate politiche per la famiglia ha registrato un nuovo successo nel territorio Acese. Si è svolto nella giornata di sabato, all’interno della Sala Conferenze dell’Archivio Storico Diocesano di Acireale, il convegno intitolato “Chi vuol cancellare la donna? La complementarità uomo–donna per una #primaverademografica”. La tavola rotonda, caratterizzata da un dibattito dinamico e multidisciplinare, rappresenta la prosecuzione di un percorso itinerante regionale promosso dall’ex senatrice Tiziana C. R. Drago, che ha già toccato le città di Ragusa, Messina, Catania e Gravina di Catania per individuare leve strategiche contro il cosiddetto “inverno demografico”.
La sessione dei lavori è stata aperta dai saluti istituzionali dei rappresentanti ecclesiastici e dell’associazionismo locale, tra cui il reverendo Giovanni Mammino (Rettore del Seminario Diocesano e Direttore dell’Archivio Storico), il reverendo Antonio Agostini (Direttore del Museo Diocesano) e il reverendo Salvatore Grasso (Ufficio Pastorale della Famiglia), affiancati da esponenti di Alleanza Cattolica, Federvita Sicilia e del Movimento per la Vita di Catania.
Successivamente, la professoressa Tiziana Drago ha introdotto i temi centrali della giornata, analizzando i dati ufficiali che vedono l’Italia come fanalino di coda europeo nel tasso di ricambio generazionale. Tra le criticità evidenziate figura l’innalzamento dell’età delle primipare, condizionato dai lunghi tempi di inserimento nel mercato del lavoro (pari a una media di 11 mesi dopo la fine degli studi). Per invertire la rotta, la senatrice Drago ha proposto una rimodulazione dei cicli formativi scolastici e universitari e un potenziamento delle tutele occupazionali: in quest’ottica, l’estensione del congedo genitoriale opzionale fino ai primi tre anni di vita del bambino, unita alla copertura dei posti vacanti da parte degli under 35/40, azzererebbe le discriminazioni lavorative, riducendo al contempo l’emigrazione dei giovani in età fertile.
La seconda parte del convegno ha offerto una profonda chiave di lettura teologica e culturale. Il reverendo professor Salvatore Vitiello ha condotto un articolato excursus tra Lettere ed Encicliche pontificie incentrate sul valore della figura femminile, individuando nella Lettera Apostolica “Mulieris dignitatem”, promulgata da San Giovanni Paolo II nel 1988, un punto di svolta fondamentale per il cammino di riconoscimento dei diritti delle donne e per la ferma condanna di ogni forma di discriminazione perpetrata ai loro danni.
Il relatore ha evidenziato la necessità di riconoscere la maternità come un vero e proprio lavoro di valore sociale, ponendo l’accento sulla centralità del ruolo femminile nella difesa della vita. Richiamando la figura della Vergine Maria come modello antropologico ideale, don Vitiello ha concluso ribadendo il principio di pari dignità: «Uomo e donna hanno pari dignità perché sono l’immagine di Dio. Maschio e femmina non sono intercambiabili, la loro differenza è ricchezza. Il genio femminile è fatto di attenzione alla vita e cura. La donna porta con sé una dignità autonoma, che non ha bisogno di essere riconosciuta da qualcun altro».