
Un messaggio che sembrava arrivare dalle Poste e una telefonata da un sedicente operatore sono bastati per convincere un anziano di 81 anni a versare quasi 20.000 euro su conti sconosciuti. I Carabinieri della Stazione di Piedimonte Etneo hanno denunciato quattro persone per truffa aggravata in concorso, al termine di un’indagine partita dalla denuncia della vittima, un catanese residente nel comune etneo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo ha ricevuto un SMS che segnalava una presunta operazione sospetta sul suo conto corrente, con l’indicazione di un numero da chiamare per bloccarla. Al telefono, un falso operatore lo avrebbe convinto a effettuare un primo bonifico da 9.900 euro. Con la scusa di mettere al sicuro il resto dei risparmi, la vittima sarebbe stata poi indotta a un secondo versamento della stessa cifra.
È stato lo stesso anziano, insospettito, a recarsi all’ufficio postale per verificare la situazione. Lì ha scoperto di essere stato raggirato e ha sporto denuncia ai carabinieri.
Partendo dalla denuncia, i militari hanno ricostruito i movimenti del denaro, esaminato le utenze telefoniche usate per contattare la vittima e ricostruito i collegamenti tra le persone coinvolte. Gli accertamenti hanno portato all’identificazione di quattro persone: tre uomini napoletani di 61, 53 e 31 anni e un romano di 44 anni. Tutti e quattro sono stati denunciati in stato di libertà per truffa aggravata in concorso.
L’Arma raccomanda attenzione davanti a SMS, telefonate o e-mail che segnalano anomalie sul conto o chiedono operazioni urgenti. Il consiglio è non cliccare su link sospetti, non fornire password, PIN, codici OTP o dati delle carte, e non effettuare bonifici su indicazione di presunti operatori. Chi ritiene di essere stato vittima di una truffa può rivolgersi ai carabinieri per formalizzare la denuncia.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.