
Ruggero Razza
Sul caso che ha incrinato i rapporti tra Roma e Washington interviene l’eurodeputato Ruggero Razza, che rivendica il ruolo internazionale dell’Italia e respinge l’immagine di un governo subalterno alla Casa Bianca. Il punto di partenza, per Razza, è la solidità storica del legame transatlantico: l’Italia deve «continuare ad avere un ruolo di cerniera», perché «la collocazione naturale del nostro Paese sulle relazioni transatlantiche non può che vedere l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti, tra l’Europa e gli Stati Uniti».
Da qui la replica a chi, nei giorni scorsi, ha descritto Palazzo Chigi come piegato di fronte al presidente americano. «Chi ha raccontato che l’Italia fosse quasi genuflessa di fronte al presidente degli Stati Uniti», osserva l’eurodeputato, «non si era reso conto che tante volte l’Italia ha detto no al presidente degli Stati Uniti, e che probabilmente Trump non è abituato a sentirsi dire di no». Una difesa dell’autonomia che, sottolinea, non contraddice il rapporto bilaterale: Giorgia Meloni «deve difendere l’interesse nazionale, il che non vuol dire negare la naturalità delle relazioni tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma affermare che c’è un interesse nazionale dell’Italia che va tutelato e difeso».
Razza elenca poi i momenti in cui Roma avrebbe preso le distanze da Washington, letti come possibili motivi di freddezza personale da parte di Trump: «Il no dell’Italia sulla base di Sigonella, la condanna per l’attacco in Iran, la difesa di Papa Leone XIV sono state evidentemente delle ferite che hanno segnato l’idea che aveva il presidente degli Stati Uniti». Episodi che, nella ricostruzione dell’eurodeputato, raccontano un Paese tutt’altro che appiattito sulle posizioni americane.
Sul piano politico, Razza è convinto che a uscirne indebolito sarà il presidente statunitense: «Penso che bisogna andare avanti e che questa polemica nuocerà a Trump, che ha avuto in queste ore il tempo di guardare i social e la reazione dei principali media americani». E aggiunge una considerazione sull’opinione pubblica d’oltreoceano: «Quando Giorgia Meloni dice che Trump è stato bugiardo, purtroppo la maggioranza degli americani la pensa come lei, e questo rischia di essere un problema per Trump».