
Catania, il tritolo esplode nel cuore delle istituzioni: fallito il colpo al Windsurf Center, a un passo dal Tribunale e dai Carabinieri.
Il boato delle 5 del mattino in via Milano non è stato solo un tentativo di furto, ma una sfida sfacciata allo Stato. L’esplosione, causata da una carica di plastico piazzata sulla maniglia dello storico negozio Windsurf Center, ha scosso un quartiere che si credeva “blindato”. Il dettaglio che rende questo episodio ancora più inquietante è la geografia del crimine: l’esercizio commerciale colpito si trova, infatti, a neppure 700 metri dal Comando Provinciale dei Carabinieri e a pochi metri dal Tribunale di Catania. Una vicinanza che non ha scoraggiato i malviventi, pronti a usare tecniche da guerriglia urbana praticamente sotto le finestre delle forze dell’ordine e della giustizia.
Il colpo è fallito solo grazie alla resistenza della porta blindata, che si è bloccata nonostante la serratura divelta, lasciando i ladri a bocca asciutta. Tuttavia, la potenza della deflagrazione ha provocato danni ingenti: la vetrata è andata in frantumi e le schegge hanno colpito due automobili parcheggiate, trapassandone una da parte a parte. «In 40 anni di lavoro non mi era mai capitato di vedere usare la dinamite per un negozio di abbigliamento. Questi metodi sono davvero pericolosi», ha commentato il titolare al quotidiano La Sicilia, scampato a un danno economico ben peggiore ma visibilmente scosso dalla violenza dell’azione. Già dieci anni fa l’attività era stata bersaglio di una “spaccata”, ma l’uso dell’esplosivo segna un salto di qualità criminale allarmante.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i poliziotti delle Volanti e la Scientifica per i rilievi. Le indagini si concentrerebbero ora sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia quelle interne al negozio che quelle dei palazzi circostanti di via Milano e via Vittorio Emanuele Orlando. Questo episodio si inserisce in un contesto preoccupante: solo pochi giorni fa un assalto simile è fallito a un bancomat nel rione San Giovanni Galermo e un altro ad Aci Catena, mentre la Polizia continua a sequestrare ingenti quantitativi di materiale esplodente in città. Resta lo sgomento per un atto criminale consumato con spavalderia in una zona che dovrebbe essere tra le più controllate della città, evidenziando un livello di temerarietà che deve far riflettere.