
Carmelo Zuccaro
Sono sette i magistrati in corsa per diventare il successore Zuccaro alla Procura generale Catania. Le domande sono state presentate al Consiglio superiore della magistratura in vista del 16 agosto, data in cui Carmelo Zuccaro lascerà l’incarico per raggiunti limiti d’età, chiudendo una lunga stagione alla guida dell’ufficio requirente etneo.
I profili in campo sono già noti negli ambienti giudiziari. A fare domanda sono stati: Giuseppe Lucantonio, procuratore generale di Catanzaro; Emanuele Crescenti, procuratore di Palmi; Sabrina Gambino, procuratore di Siracusa; Renato Nitti, procuratore di Trani; Francesco Puleio, procuratore di Ragusa. Completano il quadro due procuratrici aggiunte: Agata Santonocito, in servizio a Catania, e Laura Vaccaro, a Palermo.
Un quadro composito, che mescola profili già alla guida di uffici requirenti con magistrati inseriti in procure di primo piano come quella catanese e quella palermitana. La varietà delle candidature riflette l’importanza strategica dell’ufficio, che copre un territorio giudiziariamente rilevante nel contesto siciliano e nazionale.
Le domande passeranno ora al vaglio della Quinta Commissione del Csm, l’organo competente sugli incarichi direttivi. I tempi di nomina dipenderanno dall’iter del plenum, ma l’attenzione sul dossier è già alta, ben oltre i corridoi del palazzo di giustizia di Catania. Non si tratta di una nomina di routine: la Procura generale etnea ha un peso specifico significativo nel panorama giudiziario meridionale, e la scelta del nuovo titolare sarà seguita con interesse anche a livello nazionale.
La cerimonia di saluto al Foro catanese si è già svolta nei giorni scorsi. Un segnale che il passaggio è ormai questione di settimane. La vacatio dell’ufficio non sarà solo formale: fino alla nomina del successore, la Procura generale resterà senza un titolare stabile, con tutto ciò che questo comporta in termini di gestione ordinaria e strategica dell’ufficio.
Zuccaro ha lasciato un segno profondo nella magistratura siciliana nel corso della sua lunga permanenza alla guida della Procura generale. La sua uscita di scena segna la fine di un ciclo e apre una fase nuova per l’ufficio. Ora tocca al Csm decidere chi raccoglierà quella eredità, valutando i sette candidati secondo i criteri previsti dalle norme sugli incarichi direttivi.