Sigonella, il governo chiarisce: nessuna operazione offensiva dalle basi italiane

Aumenta il movimento di velivoli presso la base di Sigonella in Sicilia. Il Governo rassicura: nessuna operazione offensiva in corso, mentre l’opposizione interroga l’esecutivo sulla gestione delle infrastrutture militari.

Si intensifica il traffico di droni e aerei americani che decollano dalla base Usa di Sigonella in Sicilia. La movimentazione è dedicata esclusivamente al rifornimento, alla logistica e alla sorveglianza aerea. Al momento gli Stati Uniti non intendono utilizzare la postazione come trampolino di lancio per eventuali attacchi a Teheran e per agire in tal senso servirebbe il via libera del governo italiano. Il sottosegretario Alfredo Mantovano chiarisce che finora non c’è stata alcuna richiesta in merito.

L’opposizione con il Movimento 5 Stelle ha annunciato un’interrogazione parlamentare, mentre diversi comitati locali chiedono che le basi non siano coinvolte nel conflitto. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha specificato che l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale segue accordi Nato e memorandum d’intesa. Si tratta di cornici giuridiche che regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle.

Sigonella si presenta come uno scalo sempre più affollato di velivoli cargo di rifornimento e droni, come il Global Hawk, utilizzato per il pattugliamento. A Niscemi resta attivo il sistema Muos (Mobile user objective system), che monitora la situazione in Medioriente attraverso radar e satellite. I parlamentari del Movimento 5 Stelle sostengono che le postazioni siano già coinvolte nella guerra contro l’Iran. L’opposizione punta il dito su un P-8A Poseidon della Us Navy, decollato verso il Mediterraneo orientale nelle prime ore dell’attacco avvenuto sabato scorso. Il centro di comunicazione satellitare Muos, uno dei quattro nodi terrestri globali che garantisce il collegamento tra aerei, droni, navi e sottomarini americani, sarebbe per definizione coinvolto nelle operazioni militari Usa.

Ulteriori chiarimenti arriveranno con le comunicazioni del ministro Crosetto e del titolare degli Esteri Antonio Tajani. Da tale confronto potrebbero emergere le prime indicazioni sugli aiuti ai Paesi del Golfo, probabilmente tramite un decreto legge che dovrà superare l’esame delle Aule.

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Redazione