
La presidente della sezione staccata di Latina del Tar del Lazio ha sospeso, con decreto monocratico, l’interdittiva antimafia notificata a Super Eco srl, la società che gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti nel lotto Nord di Catania. La decisione è arrivata a meno di una settimana dal provvedimento della prefettura di Frosinone.
L’ufficio territoriale del governo laziale, il 30 ottobre, aveva respinto l’iscrizione di Super Eco nella White list e aveva ritenuto di non poter accogliere la «proposta alternativa della misura di prevenzione collaborativa», cioè la nomina di uno o più esperti prefettizi ad affiancare l’azienda. Appena la notifica dell’interdittiva è arrivata alle amministrazioni comunali servite da Super Eco, è scattato il timore per la raccolta dei rifiuti e per la salute pubblica. Il Comune di Catania, primo in Italia, ha annunciato di avere avviato le procedure per la risoluzione del contratto.
Super Eco, con sede a Cassino, si è rivolta ai giudici amministrativi chiedendo l’annullamento dell’interdittiva e l’«accertamento dell’insussistenza di qualsiasi condizionamento e tentativo di infiltrazione mafiosa». Il Tar del Lazio non si è ancora pronunciato nel merito, ma ha sospeso l’efficacia del provvedimento «al fine di assicurare la continuità dei rapporti contrattuali con le amministrazioni, il mantenimento del rapporto di lavoro con i dipendenti e l’erogazione del servizio di igiene urbana».
In attesa di una decisione più approfondita della giustizia amministrativa, dagli avvocati che difendono Super Eco si apprende che il provvedimento della prefettura di Frosinone trae origine da un’indagine.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.