Regione Siciliana: Schifani sospende il rimpasto, sale la tensione tra gli alleati

Stallo totale sulla Giunta regionale, Renato Schifani congela il rimpasto: «Serve un supplemento di confronto con gli alleati». Mentre il Governatore mantiene gli interim, Raffaele Lombardo riprende centralità politica grazie al ritorno all’ARS di Giuseppe Castiglione, portando il gruppo Mpa a sei deputati; intanto, Fratelli d’Italia blinda i propri assessori respingendo ogni ipotesi di rimpasto interno, mentre resta sospesa la “questione morale” riguardante Elvira Amata e Luca Sammartino.

Il governo della Regione Siciliana entra in una fase di sospensione strategica. Il presidente Renato Schifani ha deciso di mettere in stand-by il rimpasto di Giunta, mantenendo per sé le deleghe alla Famiglia e agli Enti locali. La mossa, dettata dalla necessità di evitare strappi con i principali azionisti della coalizione, Fratelli d’Italia e Forza Italia, punta a un confronto più approfondito per stabilizzare i fragili equilibri interni.

L’ascesa di Lombardo: l’Mpa sale a sei deputati

La vera novità politica arriva dal fronte autonomista. Grazie alla revoca dei domiciliari, l’ex deputato Giuseppe Castiglione torna libero e reclama il proprio seggio all’ARS, subentrando ad Alessandro Porto. Questo rientro permette al movimento di Raffaele Lombardo di salire a quota sei deputati, trasformando l’Mpa in un attore decisivo per la maggioranza. Il Coordinamento regionale ha già lanciato un ultimatum: subito dopo la presentazione delle liste per le Comunali, il partito definirà la propria linea d’azione rispetto al Governo regionale, pronti a rompere l’alleanza se non verranno concessi spazi concreti.

Fratelli d’Italia inamovibile e questione morale sospesa

Sul fronte meloniano, il commissario Luca Sbardella ha blindato la squadra attuale: nessun cambio previsto per gli assessori di FdI. Parallelamente, il dibattito sulla “questione morale” è stato congelato.

Nodi aperti: Dc, quote rosa e nomine tecniche

Resta tesa la situazione nella Dc di Totò Cuffaro, lacerata da scontri interni tra le varie correnti per la rivendicazione degli assessorati revocati. Nel gioco degli incastri, Nuccia Albano appare confermata al Lavoro per garantire la quota rosa, mentre resta in bilico la posizione di Daniela Faraoni alla Salute. Guadagna invece terreno l’ipotesi di non cambiare Alessandro Dagnino all’Economia, una soluzione che sembrerebbe gradita al gruppo di Forza Italia guidato dal commissario Nino Minardo.

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Redazione