Procura di Catania: disposto il fermo per tentato femminicidio dopo la confessione del 56enne

Svolta nel tentato femminicidio di Picanello: fermato l’ex marito, l’uomo confessa l’aggressione. La vittima resta in condizioni critiche dopo essere stata raggiunta da diversi fendenti, uno dei quali ha sfiorato il cuore; il 56enne, rintracciato dai Carabinieri dopo 14 ore di fuga, ha ammesso le proprie responsabilità davanti ai magistrati della Procura etnea.

Si è conclusa nel rione Picanello la fuga del 56enne accusato del tentato omicidio dell’ex moglie di 51 anni. L’uomo, rintracciato dai Carabinieri del Comando Provinciale in piazza Giambattista Pergolesi, è stato condotto in caserma dove ha reso piena confessione davanti alla sostituta procuratrice Emilia Rapisarsa. L’indagato, scarcerato lo scorso 8 marzo, ha sostenuto di aver agito al culmine di una lite scaturita da forti contrasti familiari e dal presunto rifiuto della donna di fargli vedere la figlia piccola. Durante l’interrogatorio, l’uomo ha negato la premeditazione, dichiarando di avere con sé il coltello solitamente utilizzato per raccogliere verdura.

La dinamica del delitto: un’aggressione spietata

Secondo la ricostruzione nell’ipotesi investigativa, l’uomo avrebbe raggiunto l’ex consorte in via Villa Glori a bordo di uno scooter. Dopo una discussione degenerata in violenza, l’aggressore avrebbe colpito la donna con una lama da cucina. La vittima ha tentato disperatamente di trovare riparo all’interno di un negozio, ma è stata inseguita e raggiunta dall’ex marito che ha continuato a colpirla con numerosi fendenti, alcuni dei quali hanno interessato organi vitali. L’uomo si è poi dileguato a piedi, abbandonando sul posto il ciclomotore e l’arma sporca di sangue.

Condizioni cliniche «miracolose»: la paziente trasferita a Pedara

La 51enne, soccorsa dal 118, è stata inizialmente operata d’urgenza al Cannizzaro da un’equipe multidisciplinare per ferite a torace, collo, addome e arti. Tuttavia, a causa di una lesione che ha sfiorato il cuore «per una questione di millimetri», si è reso necessario il trasferimento presso la clinica Morgagni di Pedara. Il responsabile del reparto di Terapia Intensiva, Federico Pappalardo, ha definito la situazione «quasi miracolosa»: la donna è attualmente sveglia, respira autonomamente e le sue condizioni, seppur gravi, risultano stabili e sotto stretto controllo medico.

Le indagini e il trasferimento in carcere

I Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche hanno eseguito i rilievi sugli indumenti del fermato, isolando tracce ematiche che saranno oggetto di ulteriori analisi. L’indagine è coordinata dal pool della Procura dedicato alle fasce deboli, sotto la direzione dell’aggiunta Liliana Todaro. Al termine delle formalità di rito e della confessione resa alla presenza del difensore, per il 56enne è stato disposto il trasferimento immediato in carcere con l’accusa di tentato femminicidio.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione