Polo delle autonomie, De Luca portavoce nel centrodestra

Il Polo delle autonomie ha ufficialmente aderito al centrodestra. Si è chiusa a Roma la tre giorni di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, con la presentazione di un simbolo comune, due emblemi racchiusi in un unico cerchio, e l’investitura di Cateno De Luca come portavoce della lista che correrà con la coalizione alle prossime elezioni politiche.

Sul palco è salito il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, indicato dallo stesso De Luca tra gli artefici dell’intesa con Fratelli d’Italia. In collegamento video è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni.

Le parole di Galvagno e Meloni

Galvagno ha spiegato la scelta di De Luca di non confluire in un partito: «Cateno non ha voluto fare un ragionamento per confluire in un partito, piuttosto consapevole del fatto che partisse indietro rispetto agli altri preferisce mettersi in gioco mantenendo rigorosamente la sua dignità politica».

La premier, collegata da remoto, ha detto di sapere bene «cosa significhi fondare un movimento politico a pochi mesi dalle elezioni» e ha riconosciuto ai presenti «una bella dose di coraggio, forse addirittura un pizzico di follia». Tra il centrodestra e molte amministrazioni locali, ha ammesso, «non ci sono sempre le stesse linee, ma l’Italia non si governa senza i territori».

Gli affondi di De Luca sugli avversari

Poi è arrivato il monologo di De Luca davanti alla sala gremita, tra plausi per Galvagno e La Russa e bordate per gli avversari politici. Alessandro Onorato è «civismo in provetta e finto», Roberto Vannacci il «generale dei miei stivali», Ismele La Vardera un «figlioccio mal riuscito che non ha mai amministrato neanche un condominio».

«Con il centrodestra abbiamo fatto un accordo alla luce del sole, la nostra è una storia di lupi solitari», ha detto De Luca, che ha poi fissato l’obiettivo per la Sicilia: «Il mio unico obiettivo è fare il presidente della Regione Siciliana, non mi faccio distrarre dai fasti dei salotti romani e dal fascino degli studi televisivi. In Sicilia siamo all’opposizione di Schifani e lì rimarremo».

A margine dell’evento, De Luca ha attaccato anche il partito dell’ex generale Vannacci, criticando il passaggio del deputato di Barcellona Pozzo di Gotto Tommaso Calderone da Forza Italia a Futuro Nazionale: «Vannacci rappresenta il partito dei cazzari e sta arruolando dei disertori, ultimo dei quali Tommaso Calderone».

I sondaggi e il messaggio di Renzo Bossi

Gli ultimi sondaggi diffusi lo stesso giorno accreditano il movimento all’1,1%, con il centrodestra descritto come in bilico rispetto al cosiddetto campo largo. È arrivato anche un messaggio di Renzo Bossi, figlio del defunto Senatùr della Lega Nord, incontrato da De Luca nel 2023: «Siamo disponibili a riportare il cognome Bossi in Parlamento».

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Redazione