
Rivoluzione a San Cristoforo, il Piano straordinario di rigenerazione urbana entra nel vivo: pronti 21 milioni di euro per cambiare il volto del quartiere. Il commissario straordinario Fabio Ciciliano e il sindaco Enrico Trantino hanno dato il via libera a una decina di interventi finanziati nell’ambito del “decreto Caivano”, che spaziano dalla costruzione di una nuova scuola antisismica alla riqualificazione di via Plaia e alla creazione di un grande centro sociale per i minori; l’arcivescovo Luigi Renna: «Migliorarsi per creare una città più giusta e funzionale».
Il quartiere di San Cristoforo a Catania si prepara a una trasformazione radicale grazie a uno stanziamento di 21 milioni di euro di risorse statali. Il commissario straordinario Fabio Ciciliano e il sindaco Enrico Trantino hanno ufficializzato l’avvio del Piano straordinario di rigenerazione urbana, nato sotto l’impulso del governo nazionale per restituire dignità e sicurezza alle aree più vulnerabili della città.
L’intervento simbolo partirà dall’istituto Dusmet-Doria di via Plaia. Secondo i progetti, l’attuale plesso verrà parzialmente demolito per ospitare un moderno centro sociale dedicato ai minori. Contemporaneamente, sorgerà una nuova scuola, più grande e antisismica, nell’area dell’ex conceria, dotata di spazi per la didattica e attività sportive all’avanguardia. «Abbiamo dei doveri verso questi ragazzi», ha dichiarato il sindaco Trantino, sottolineando l’importanza di offrire contesti sicuri per la crescita delle nuove generazioni.
Il piano prevede una serie di interventi già appaltati che mirano a riconnettere il quartiere al mare e al centro storico:
L’evento, svoltosi alla presenza dell’arcivescovo Luigi Renna e di numerose associazioni locali, segna il ritorno attivo delle istituzioni in un’area per troppo tempo trascurata. Ciciliano ha lodato l’impegno dell’amministrazione comunale e della direzione urbanistica guidata dall’ingegnere Bisignani, parlando di una «grande scommessa» per la crescita di Catania. Per Trantino, la sfida ora passa ai cittadini: «La crescita e il salto di qualità della città passano dai catanesi, che dovranno prendersi cura di questi beni».