
Piano dei chioschi a Catania, Confcommercio boccia la proposta: «Inaccettabile nel metodo e nel merito». I vertici dell’associazione, Pietro Agen e Francesco Sorbello, denunciano una pianificazione approssimativa e priva di confronto con le categorie, segnalando il rischio di nuovi fallimenti amministrativi dopo i precedenti casi dei regolamenti sui dehors.
La Confcommercio di Catania ha espresso una posizione di netta contrarietà rispetto allo strumento di pianificazione per i chioschi presentato dalla Direzione Attività produttive al Consiglio comunale. Durante un’audizione in Commissione consiliare permanente Urbanistica, il presidente Pietro Agen e il vicedirettore Francesco Sorbello hanno duramente criticato l’approccio dell’amministrazione, definendo l’atto “inaccettabile” sia per le modalità di elaborazione che per i contenuti tecnici.
Secondo i vertici di Confcommercio, l’Assessorato alle Attività produttive avrebbe dovuto attivare un confronto preventivo con le organizzazioni di categoria prima di procedere alla stesura del piano. Invece, la scelta di procedere autonomamente è stata giudicata una mancanza di sensibilità politica che ignora la necessità di un ragionamento congiunto su obiettivi e criteri. Questa assenza di dialogo, secondo Agen e Sorbello, ricalca errori già commessi negli ultimi due anni, che hanno portato al ritiro di altri provvedimenti, come quelli sui dehors o sul contrasto all’evasione. La questione è stata ufficialmente rappresentata anche al sindaco Enrico Trantino.
Nel merito, il provvedimento è stato bollato come “lacunoso” e privo degli elementi minimi necessari per una corretta pianificazione territoriale. Confcommercio ha sollevato diversi punti critici:
L’associazione conclude sottolineando come le pianificazioni di urbanistica commerciale non possano essere gestite con tale “approssimazione”, ribadendo la necessità di un intervento correttivo immediato.