Pfizer Catania, 300 posti a rischio: si apre la crisi

Si apre una vertenza pesante allo stabilimento Pfizer di Catania. L’azienda ha comunicato la cessazione definitiva della produzione del «Pen» e delle due siringhe «Mtx», una decisione che si tradurrà in un «esubero strutturale di poco più di 300 unità lavorative dirette», a cui si aggiungono quelle coinvolte indirettamente nella produzione. A darne notizia, dopo una riunione con l’azienda tenutasi ieri mattina nella sede di Confindustria, sono le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Fialc Cisal.

Un incontro «informale»

La riunione, sottolineano i sindacalisti, era «informale e non ufficiale». Al tavolo erano presenti Jerry Magno (Filctem Cgil), Stefano Trimboli (Femca Cisl), Domenico D’Antone (Uiltec Uil), Carmelo Giuffrida (Ugl Chimici) e Giuseppe La Mendola (Fialc Cisal), insieme al funzionario di Confindustria Francesco Romano e, per l’azienda, a Carmelo Fornito per Pfizer Catania e Alessandro Spadaro per Pfizer Italia. «L’azienda ha comunicato crisi», scrivono le sigle, annunciando l’intenzione di attivare la procedura prevista dalla Legge 234/21.

La procedura al Mimit

Si tratta della normativa che prevede l’apertura di un tavolo tra le parti al Ministero delle Imprese e del made in Italy. Entro 90 giorni dall’avvio della procedura l’azienda presenterà un «piano di mitigazione», con proposte per ridurre al minimo l’impatto occupazionale. Pfizer si è detta inoltre disponibile all’Iso pensione, lo strumento di prepensionamento che consente di lasciare il lavoro fino a sette anni prima, con i costi interamente a carico dell’azienda e un assegno erogato tramite l’Inps. La procedura durerà al massimo 180 giorni, durante i quali «i livelli occupazionali resteranno invariati» e la produzione andrà avanti, in attesa dell’accordo. «Il Ministero», sottolineano i sindacati, «è parte attiva della crisi, non spettatore».

L’ipotesi cessione e la mobilitazione

Sul tavolo resta anche l’ipotesi della cessione del sito: un’opzione, precisano le sigle, che l’azienda ha definito «non scontata», avvertendo che le informazioni fornite in via informale «non sono del tutto mature» e potrebbero essere smentite. Domani Pfizer invierà via Pec la comunicazione ufficiale della procedura, dopodiché il Mimit convocherà automaticamente le parti. I sindacati, uniti, alzano il tiro: «Questa crisi non è locale, ma dovrà assumere un profilo nazionale, come crisi del comparto farmaceutico». Sempre domani, alle 15, è convocata un’assemblea sindacale retribuita in cui Rsu e organizzazioni illustreranno ai lavoratori tutti i dettagli della vertenza.

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Redazione