
Amministrazione giudiziaria per la Europa Servizi Terminalistici S.r.l.: il Tribunale di Catania interviene sulla società portuale dopo l’emergere di presunte infiltrazioni criminali. Il procuratore Curcio: “Condizionata l’operatività aziendale”.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di amministrazione giudiziaria, della durata di un anno, nei confronti della società Europa Servizi Terminalistici S.r.l. (E.S.T.). L’ordinanza, emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale etneo su richiesta della Procura Distrettuale, non configura un sequestro dell’impresa. Si tratta di una misura preventiva volta a proteggere l’attività economica da contiguità con contesti mafiosi, sostituendo temporaneamente i gestori con amministratori nominati dall’autorità giudiziaria.
L’intervento trae origine dagli sviluppi dell’operazione “Lost & Found”, che nei primi mesi del 2025 aveva portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sei soggetti accusati di narcotraffico internazionale. Le indagini hanno documentato come il porto di Catania venisse utilizzato come terminale per l’arrivo di ingenti quantitativi di cocaina proveniente dal Sud America, sfruttando le movimentazioni commerciali in ingresso.
Il procuratore di Catania, Francesco Curcio, a margine della conferenza stampa, ha chiarito la natura del provvedimento. “Sono stati esclusi gli attuali manager che gestiscono la società, poiché sono emerse delle infiltrazioni con la criminalità organizzata che ne condizionavano l’operatività”. Il magistrato ha spiegato la tecnica utilizzata per l’ingresso della droga: “Uno strumento classico è quello di utilizzare i mezzi navali tra le merci che vengono scaricate nel porto. Vi era da parte della società una sorta di consapevolezza circa i collegamenti di questi soggetti”.
Gli accertamenti investigativi hanno rivelato che le strutture aziendali sarebbero state utilizzate per agevolare l’ingresso, l’occultamento e il recupero di carichi di cocaina, manipolando i container contaminati per esfiltrarli. Un elemento di rilievo emerso dalle indagini riguarda le spese legali sostenute dalla E.S.T. per la difesa di alcuni dipendenti, tra cui membri della famiglia Sanfilippo, anche in vicende estranee all’attività lavorativa, oltre al pagamento di stipendi durante periodi di detenzione. La misura mira ora a interrompere ogni canale di condizionamento, garantendo il risanamento dell’attività economica e la sua restituzione alla proprietà in un contesto di piena legalità.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.