«Non una concessione ma una conquista»: l’MPA rilancia l’autonomismo siciliano da Enna

Al Castello di Lombardia di Enna, accanto alla statua di Euno simbolo dell’identità siciliana, il Movimento per l’Autonomia ha celebrato gli ottant’anni dello Statuto siciliano con una manifestazione promossa dal gruppo giovanile autonomista. Amministratori, deputati, assessori regionali e giovani provenienti da tutta l’isola per rilanciare il ruolo dell’autonomia come strumento concreto di sviluppo.

L’iniziativa, promossa in particolare da Giuseppe Gallo e Tiziana Albanese del gruppo giovani autonomista, non ha voluto essere una semplice celebrazione ma, nelle parole degli organizzatori, «una proposta politica concreta per rilanciare il senso autentico dell’autonomia davanti alle sfide economiche, sociali e infrastrutturali della Sicilia». Tra i temi al centro del confronto: fiscalità, lavoro, formazione, infrastrutture e servizi. Gallo, rappresentante dei giovani di Gela, ha parlato di uno Statuto «troppo spesso disatteso» e della necessità di costruire una nuova classe dirigente. Pina Alberghina, coordinatrice MPA di Catania, ha richiamato l’attenzione sull’articolo 37 dello Statuto e sull’autonomia finanziaria mai realmente applicata.

Gli interventi istituzionali

Tra i presenti il vicepresidente Anci Sicilia e sindaco di Contessa Entellina Leonardo Spera, l’assessore regionale Elisa Ingala – che ha annunciato lo sblocco di 2.600 posti nei prossimi concorsi pubblici regionali – e gli assessori regionali Francesco Colianni, che ha rilanciato il tema di una «autonomia del buon governo» e la battaglia per un costo dell’energia più favorevole alla Sicilia, e il presidente del Consiglio comunale di Catania Sebastiano Anastasi. Il deputato regionale Santo Primavera ha ricordato le radici storiche dello Statuto e ha annunciato una nuova iniziativa parlamentare sulla memoria del movimento indipendentista siciliano e dei protagonisti dell’Evis. Il deputato e sindaco di Melilli Giuseppe Carta ha rilanciato le battaglie sull’energia e sulle infrastrutture.

Le conclusioni di Lombardo

A chiudere la manifestazione il deputato regionale Giuseppe Lombardo, che ha ripercorso le origini del Movimento per l’Autonomia, nato nel 2005 «dalla constatazione che i partiti nazionali non rappresentavano gli interessi della Sicilia». Lombardo ha richiamato la mancata applicazione degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto e denunciato «una continua deprivazione delle risorse della Sicilia da parte dello Stato centrale». «Dobbiamo riprenderci lo spirito di lotta che aveva animato il movimento autonomista. L’autonomia è un valore che significa preservare gli interessi dei siciliani e costruire una Sicilia finalmente libera da uno status di colonia economica», ha concluso.

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Redazione