
Giovani, imprenditori, istituzioni e manager riuniti alle Ciminiere di Catania per il “Next Generation Business Meeting”, un confronto sul futuro del lavoro e sulla fuga dei cervelli dal Sud. Al centro dell’evento, organizzato dai ventenni Francesco Pezzillo e Lorenzo Gennaro di Catania Futura, le urgenze di una generazione che chiede il diritto di restare.
Il format ha funzionato perché ha ribaltato la logica solita: non i grandi a parlare ai giovani, ma i giovani a fare domande ai grandi. Sul palco si sono alternati il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, il sindaco di Catania Enrico Trantino, il CEO di Porsche Consulting Josef Nierling, il presidente di ITA Airways Sandro Pappalardo, il chief manufacturing officer di Lamborghini Ranieri Niccoli e il cavaliere del lavoro Giuseppe Basile, ultimo siciliano insignito dell’onorificenza dal presidente Mattarella.
«In questi giorni a Bruxelles abbiamo parlato del “diritto di restare”», ha detto Galvagno. «La politica deve agire con incentivi al lavoro destinati alle nuove generazioni e alle imprese. C’è in cantiere un disegno di legge per affiancare i professionisti del futuro nel primo anno di tirocinio, spesso non retribuito». Il sindaco Trantino ha affrontato il tema senza mezzi termini: «È una grande ipocrisia dire che i giovani sono il futuro senza che poi ci sia una concreta attuazione. La gioventù di oggi ha molte più competenze e mezzi: le nuove tecnologie danno accesso a un mondo che per noi era inesplorato».
La risposta di Nierling ha sorpreso: «Le competenze tecniche sono necessarie, ma non sufficienti. Le aziende cercano persone che sappiano intuire dove ci sono i maggiori potenziali economici di un’idea. Il vero vantaggio competitivo è la capacità di trasformare le idee in valore industriale». Pappalardo ha aggiunto: «L’Italia ha bisogno di giovani che abbiano il coraggio di immaginare il futuro e di imprese pronte ad accompagnarli». Niccoli di Lamborghini: «Ho notato una grandissima passione che fa ben sperare. Le grandi imprese devono essere un esempio».
«Manca la comunicazione, c’è un mismatch tra ciò che il territorio può offrire e ciò che viene percepito dalle nuove generazioni», ha spiegato Francesco Pezzillo, consigliere d’amministrazione di UniCt e co-founder di Catania Futura. «Con questo evento puntiamo a colmare questo vuoto». Lorenzo Gennaro, rappresentante della Consulta del Comune e co-founder dell’iniziativa, ha concluso: «I giovani vogliono essere costruttori del presente. Bisogna creare un clima di dialogo e garantire equilibrio tra domanda e offerta di competenze nel territorio».