Morte Noemi Impellizzeri Riposto: luminol in casa

Un nuovo sopralluogo scientifico legato alla morte di Noemi Impellizzeri a Riposto si è svolto ieri mattina nell’abitazione di via Circumvallazione, dove lo scorso 23 agosto è stata trovata impiccata la 33enne. Dopo l’intervento dei Ris di Messina del 2 settembre, questa volta a entrare in azione sono stati gli esperti della Sezione Investigazioni Scientifiche (Sis) dei Carabinieri di Catania, che hanno utilizzato il luminol per cercare tracce di sangue o materiale biologico non visibili a occhio nudo.

Il test del luminol concentrato in cucina

Gli accertamenti più delicati si sono svolti nella cucina dell’abitazione, il locale dove è stato ritrovato il corpo senza vita della donna. A differenza della prima stanza e del salottino, completamente carbonizzati dalle fiamme, la cucina non è stata investita direttamente dal fuoco. Le operazioni, definite lunghe e complesse dagli investigatori, sono proseguite per ore. In parallelo, ieri sono partiti anche gli approfondimenti peritali nei laboratori del Ris di Messina.

Le indiscrezioni sul volto tumefatto

Mentre il lavoro tecnico va avanti, circolano indiscrezioni che aggiungono peso al caso. Il volto di Noemi sarebbe stato trovato tumefatto, con quello che sembrerebbe un segno di frattura al naso. Ad accorgersene sarebbero stati i genitori della giovane, al momento della restituzione della salma avvenuta all’obitorio del Policlinico di Catania dopo l’esame autoptico. Se questi elementi trovassero conferma nei risultati ufficiali dell’autopsia, l’ipotesi di uno scontro fisico prima della morte uscirebbe rafforzata, in contrasto con la tesi del suicidio che la famiglia non ha mai accettato.

L’uomo di Piedimonte Etneo sentito dai Carabinieri

Nel corso delle indagini è emerso anche un altro dettaglio: Noemi frequentava un uomo di Piedimonte Etneo, attualmente sottoposto all’obbligo di firma, che sarebbe stato sentito dai Carabinieri.

Un solo nome nel registro degli indagati

Sul fronte giudiziario la situazione resta invariata. Nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio compare ancora un solo nome, quello di Tony Proietto, l’uomo che si definisce «amico speciale» della vittima e che ne ha trovato il corpo. Proietto continua a dichiararsi estraneo ai fatti e racconta di sentire il peso delle accuse che lo hanno investito. L’altra mattina si è recato in ospedale a Giarre per un crollo nervoso.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.

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Redazione