
Allarme rincari in Italia: l’impennata dei carburanti trascina l’inflazione verso l’1,8% nel mese di marzo. Secondo l’associazione Codici, la nuova stima dei costi per le famiglie sale fino a 900 euro annui per nucleo familiare.
Il quadro dei prezzi energetici in Italia registra un brusco peggioramento, consolidando una dinamica inflattiva che non accenna a fermarsi. L’ultimo monitoraggio dell’associazione Codici evidenzia una pressione strutturale sui costi energetici, alimentata da quotazioni internazionali dei prodotti raffinati in costante ascesa. Con il Brent che si mantiene stabilmente sopra i 103 dollari al barile, i principali operatori della rete carburanti hanno già adeguato i listini: Eni ha incrementato di un centesimo la benzina e di ben quattro centesimi il diesel, mentre Q8 ha applicato rialzi di due centesimi su entrambi i prodotti.
I dati aggiornati al 16 marzo scattano una fotografia preoccupante per le tasche dei consumatori. Il prezzo medio nazionale della benzina self ha raggiunto 1,846 euro al litro, mentre il diesel self ha toccato quota 2,076 euro al litro. Il superamento della soglia critica dei due euro per il gasolio rappresenta un segnale d’allarme rosso per l’intera economia nazionale: il diesel è infatti il driver principale dei costi logistici e il suo rincaro determina un rafforzamento immediato della cosiddetta inflazione importata energetica.
L’analisi comparata dei monitoraggi effettuati tra il 6 e il 17 marzo mostra una progressione preoccupante della pressione inflattiva, che passa dall’1,2% a una stima aggiornata compresa tra l’1,5% e l’1,8%. Questa accelerazione, definita dagli esperti come cumulativa e non più meramente incrementale, si riflette direttamente sul profilo microeconomico delle famiglie italiane. La previsione di spesa aggiuntiva per un nucleo familiare medio è stata infatti rivista al rialzo, passando da una stima di 750 euro a una nuova forchetta che oscilla tra i 600 e i 900 euro annui.
Secondo l’associazione Codici, l’impatto di questi rincari non è più da considerarsi episodico. La tendenza registrata nel mese di marzo evidenzia come il costo della vita stia subendo una spinta strutturale che incide pesantemente sul potere d’acquisto dei cittadini. L’accelerazione dei prezzi energetici rischia di generare un effetto a catena su tutti i beni di consumo, rendendo sempre più oneroso il bilancio mensile delle famiglie italiane già provate da una dinamica economica complessa.