
La Guardia di Finanza ha sequestrato un appartamento a Catania, su ordine della Procura, dove secondo l’ipotesi investigativa venivano eseguiti trattamenti di medicina estetica invasiva senza le autorizzazioni di legge. La donna che gestiva l’appartamento, nel quartiere indicato come Pigno, non avrebbe avuto titoli per esercitare la professione ed è ora indagata per esercizio abusivo di professione.
I finanzieri hanno avviato un monitoraggio dei social network per individuare i «post» che, scrive la Guardia di Finanza in una nota, «pubblicizzassero l’erogazione di prestazioni di medicina estetica a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato e quindi probabilmente rese da operatori potenzialmente abusivi». Da quel monitoraggio è partita la perquisizione nell’appartamento.
Nell’abitazione i finanzieri hanno sequestrato siringhe di acido ialuronico e lidocaina, fiale di botulino iniettabile, dispositivi sanitari monouso e numerosi aghi. Secondo la Guardia di Finanza, «tutti gli strumenti erano conservati in precarie condizioni igienico-sanitarie e in totale assenza dei necessari presidi medici di primo soccorso, indispensabili per gestire eventuali complicazioni cliniche durante l’erogazione delle prestazioni».
Gli investigatori stanno esaminando le agende di lavoro trovate nell’appartamento insieme ad altra documentazione, per ricostruire l’entità dei profitti illeciti e verificare quanto sia stato sottratto a tassazione.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.