
Una macelleria sequestrata a Catania, nel pieno centro cittadino, che continuava a lavorare come se niente fosse nonostante l’Azienda Sanitaria Provinciale e il Comune avessero già emesso provvedimenti di chiusura mesi prima. I carabinieri della Stazione Piazza Dante, in servizio congiunto con la Polizia Locale, l’hanno trovata regolarmente aperta al pubblico e l’hanno sequestrata. Il titolare, un 57enne residente a Catania, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
Il negozio era già finito nel mirino dei controlli sanitari qualche mese prima. Da quella verifica erano emerse gravi carenze igienico-sanitarie, sufficienti a far scattare i provvedimenti interdittivi firmati dall’Asp e dal Comune. Nonostante i divieti fossero formalmente attivi, la macelleria non aveva mai smesso di vendere carne ai clienti.
L’operazione di lunedì 3 agosto rientra nella serie di accertamenti mirati che i militari del Comando Provinciale di Catania stanno portando avanti per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte agli esercizi commerciali. In questo caso il controllo ha confermato la violazione: l’attività era aperta, il banco funzionava, la vendita proseguiva indisturbata.
Al termine dell’intervento, l’esercizio è stato sottoposto a sequestro preventivo per impedire che l’attività continuasse. Il cinquantasettenne risponderà davanti all’autorità giudiziaria delle violazioni contestate, da verificare nelle sedi competenti.
L’operazione è il risultato della collaborazione tra l’Arma e la Polizia Locale del capoluogo etneo, un tipo di sinergia che il Comando provinciale sta applicando con regolarità nei controlli sul rispetto delle norme amministrative che regolano le attività commerciali in città. La presenza congiunta di due forze dell’ordine ha consentito di documentare con precisione la situazione riscontrata al momento del sopralluogo, rafforzando il quadro indiziario a carico del titolare.
Il caso rientra in una più ampia attività di verifica sulla sicurezza alimentare avviata dal Comando Provinciale di Catania. L’obiettivo dichiarato è tutelare la salute pubblica e far rispettare le disposizioni già emesse nei confronti di esercizi che avevano ricevuto prescrizioni o erano stati sospesi. Situazioni, cioè, in cui la violazione non è solo una mancanza burocratica ma un rischio concreto per i consumatori.
I controlli si inseriscono in un piano sistematico che punta a verificare non solo le condizioni igienico-sanitarie al momento dell’ispezione, ma anche il rispetto dei provvedimenti emessi in seguito a precedenti irregolarità. Chi riceve una prescrizione o un ordine di chiusura e non vi ottempera rischia, oltre alle sanzioni amministrative già previste, la denuncia penale e il sequestro dell’attività, come avvenuto in questo caso.
Il titolare dell’esercizio è da ritenersi innocente fino a eventuale condanna definitiva.