
La Procura di Catania fa i conti con una grave carenza di organico. Dal 18 maggio accessi regolamentati al Casellario per contenere ritardi e disagi ai cittadini.
CATANIA – Una macchina giudiziaria che continua a lavorare sotto pressione, tra carichi enormi, uffici scoperti e personale ridotto al minimo. È il quadro che emerge dalla presa di posizione del procuratore distrettuale Francesco Curcio, che ha deciso di accendere i riflettori sulle difficoltà quotidiane vissute all’interno della Procura etnea.
La Procura di Catania, tra le più impegnate d’Italia per numero di procedimenti trattati, si trova a operare con organici fortemente ridotti rispetto alle reali necessità. Ogni anno negli uffici etnei transitano circa 36 mila procedimenti, molti dei quali legati a indagini particolarmente delicate sul fronte della criminalità organizzata e mafiosa.
«La gravissima inadeguatezza numerica del personale amministrativo compromette gravemente la funzionalità dell’ufficio», sottolinea Curcio.
A fronte di una pianta organica che prevede 183 dipendenti, quelli effettivamente in servizio sono soltanto 132. Una scopertura pari al 33 per cento, aggravata da malattie, congedi e permessi.
Le difficoltà maggiori riguardano il Casellario giudiziale, uno degli uffici più frequentati dai cittadini. Qui vengono richiesti ogni giorno certificati penali e carichi pendenti necessari per concorsi, assunzioni, pratiche amministrative e altre esigenze personali o lavorative.
«Con l’organico attualmente disponibile non si è più in grado di fornire tempestivamente e nei tempi dovuti le certificazioni richieste», viene evidenziato nella nota.
Per contenere disagi e lunghe attese, dal 18 maggio 2026 l’accesso agli uffici del Casellario sarà regolato attraverso un calendario settimanale basato sulla lettera iniziale del cognome dei richiedenti.
Il calendario sarà pubblicato sul sito della Procura e affisso nei locali antistanti gli uffici. Si tratta di un «temporaneo rimedio», in attesa dell’eventuale arrivo di nuovo personale.
Una decisione che racconta la difficoltà di una Procura strategica nella lotta alla criminalità organizzata, chiamata ogni giorno a sostenere numeri elevati e procedimenti complessi con risorse umane insufficienti.