
Ultimatum della Dc a Palazzo d’Orléans: i nuovi commissari avvertono Schifani, rientro in giunta subito o le strade si divideranno.
Il primo atto ufficiale è un messaggio diretto, senza giri di parole, recapitato al governatore Renato Schifani: serve il ritorno in giunta per evitare una rottura traumatica e definitiva. A Palermo si sono presentati i tre nuovi commissari della Democrazia Cristiana — Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli — scelti da Roma per traghettare il partito in una fase delicatissima. Mentre quotidianamente consiglieri comunali e dirigenti migrano verso altre forze politiche, il “triumvirato” punta a blindare almeno il gruppo parlamentare, aprendo una trattativa che non ammette ulteriori rinvii.
«Siamo stati insieme, lo abbiamo sostenuto lealmente prima e vorremmo continuare a farlo se ci saranno le condizioni: tornare in giunta regionale sembra una missione complicata, ma non è impossibile», ha dichiarato Salvatore Cascio, ex deputato all’Ars, dettando la linea politica. Ma è sull’agibilità politica che i toni si fanno più duri. L’avvertimento a Schifani è netto: «Se Schifani pensa che non siamo degni di stare al suo fianco, non ci staremo e sceglieremo serenamente strade alternative. Il presidente però non può fare la lista dei buoni e dei cattivi, perché in questa lista ci dovrebbe mettere anche tanti altri». La Dc rifiuta di essere “mortificata” ed è pronta, se necessario, a valutare il passaggio all’opposizione.
Da Palazzo d’Orléans, per ora, nessuna risposta. Il Presidente della Regione, impegnato a Roma, deve fare i conti con un quadro politico “congelato”. La manovra per il rimpasto, infatti, si è arenata ancor prima dell’arrivo del ciclone Harry: il nodo cruciale resta la posizione di Fratelli d’Italia, che attende di conoscere gli sviluppi sul futuro giudiziario dell’assessore al Turismo Elvira Amata prima di dare il via libera a qualsiasi trattativa sugli assetti di governo.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.