
Enrico Trantino
«Ci sono ricorrenze che ricordano una data e altre che raccontano l’identità di un popolo.» Con queste parole il sindaco di Catania Enrico Trantino ha affidato a un lungo messaggio il senso del Sant’Agata IX Centenario, che raggiungerà il suo momento più solenne il 17 agosto con le celebrazioni in piazza Duomo.
Era il 1126 quando i soldati Goselmo e Gisliberto riportarono da Costantinopoli le spoglie della martire catanese. Da allora sono trascorsi novecento anni, durante i quali la città ha attraversato eruzioni dell’Etna, terremoti e guerre. Trantino legge in questo parallelismo la radice del legame tra la patrona e i suoi concittadini: «Agata è parte del carattere di Catania perché Catania, come Agata, conosce la resistenza e la rinascita.»
Per il sindaco tra Agata e Catania non esiste solo un legame religioso, ma «una storia comune, tanto profonda da rendere difficile separare l’una dall’altra». Una giovane donna che, scrive Trantino, «alla violenza oppose la fermezza, alla paura la libertà, alla sopraffazione la dignità».
Il Centenario non si è limitato a una commemorazione istituzionale. Nei mesi scorsi Sant’Agata ha percorso la città attraverso parrocchie, scuole, luoghi di fragilità e istituti penitenziari, oltre a incontri culturali e momenti di preghiera. Tra gli eventi più significativi il restauro del Busto Reliquiario, l’ostensione del Sacro Cranio e il gemellaggio con Gallipoli.
Le giornate di agosto concentrano il culmine di questo cammino: il ritorno delle reliquie ad Aci Castello, il pellegrinaggio verso Catania all’alba del 17 agosto, il ricollocamento delle reliquie nel Busto restaurato, la presenza del Legato Pontificio e il Pontificale in piazza Duomo. Trantino cita anche le parole di monsignor Barbaro Scionti, secondo cui il pellegrinaggio «sarà il cammino di un popolo, senza differenze»: un’immagine, scrive il sindaco, valida per la Catania di oggi.
Trantino richiama anche le parole dell’Arcivescovo Luigi Renna sulla responsabilità di essere custodi. «Custodire non significa conservare il passato, ma renderlo capace di generare futuro», scrive il sindaco, che fa propria quella definizione nel suo ruolo di primo cittadino. Significa, aggiunge, consegnare ai propri figli una Catania capace di trasformare la propria identità «in forza civile, culturale e spirituale».
Proprio il 17 agosto il percorso verso la candidatura UNESCO della festa di Sant’Agata raggiungerà una tappa concreta: il Comitato Scientifico consegnerà al Comitato Promotore la bozza del dossier. Trantino chiarisce la finalità dell’iniziativa: «Non cerchiamo un titolo da aggiungere al nome della città, ma vogliamo assumerci fino in fondo il dovere di salvaguardare un patrimonio vivo.»
Il messaggio si chiude con una sintesi che il sindaco affida a poche righe dirette: «Sant’Agata non appartiene soltanto alla storia di Catania. Appartiene al suo presente. Novecento anni dopo, Catania continua a camminare con Agata. E Agata continua a camminare con il suo popolo.»