Guardia di Finanza Catania: catturato il latitante Salvatore Chisari, coinvolto nella sparatoria di Librino

Fine della latitanza per Salvatore Chisari, arrestato dai Finanzieri in una villa del Giarrese: deve scontare una condanna definitiva per la sparatoria di Librino. L’uomo, irreperibile dal marzo 2026, era stato coinvolto nel violento scontro tra i clan Cursoti Milanesi e Cappello; a suo carico pendeva anche un’ordinanza per una “spaccata” da 10.000 euro compiuta a San Giovanni La Punta.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno catturato il latitante Salvatore Chisari, classe 1982, ponendo fine a una fuga iniziata nel marzo di quest’anno. L’uomo è stato individuato e ammanettato all’interno di una villa situata nelle campagne di Giarre, durante un’operazione coordinata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria con l’ausilio della Compagnia di Riposto. Chisari deve scontare una condanna definitiva a 5 anni e 2 mesi di reclusione per tentato omicidio.

Il precedente: la guerra di mafia a Librino

La condanna si riferisce ai tragici fatti dell’8 agosto 2020, quando il quartiere di Librino divenne lo scenario di un sanguinoso conflitto a fuoco tra i clan mafiosi dei Cursoti Milanesi e dei Cappello. Quello scontro armato, nato da tensioni interne alla criminalità organizzata etnea, provocò due morti e diversi feriti, segnando uno dei momenti più critici per l’ordine pubblico cittadino negli ultimi anni.

L’accusa di furto e la “spaccata” a San Giovanni La Punta

Oltre al provvedimento per la sparatoria, nei confronti di Chisari pendeva un’ulteriore misura cautelare in carcere emessa dalla Procura di Catania per furto aggravato. Secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo sarebbe l’autore di una violenta “spaccata” ai danni di un negozio di San Giovanni La Punta: Chisari avrebbe sfondato la vetrina dell’esercizio utilizzando una spranga, riuscendo a sottrarre merce per un valore complessivo di circa 10.000 euro. L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Catania-Bicocca.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione