
Catania come porta d’accesso dell’Europa sul Mediterraneo. È questa la visione che Forza Italia ha messo al centro della due giorni di confronto appena conclusa nel capoluogo etneo, organizzata insieme al Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo. Cinque forum tematici, decine di relatori tra amministratori, tecnici, magistrati, imprenditori e rappresentanti della cultura: un programma denso, costruito per ragionare su cosa voglia dire davvero sviluppare la Sicilia nei prossimi anni.
L’apertura dei lavori è stata affidata al vicesindaco Massimo Pesce e al presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi. Ha portato il suo contributo anche il presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo, Manfred Weber, con un videomessaggio in cui ha commentato positivamente il lavoro svolto a livello europeo fino ad oggi.
A fare da filo conduttore dell’intera manifestazione è stato l’europarlamentare Marco Falcone, che ha indicato nella prossima tornata di elezioni regionali siciliane una scadenza da affrontare con chiarezza di progetto. Secondo Falcone, il centrodestra «deve avere un leader che sia credibile, radicato nel territorio e che abbia anche una garanzia e una capacità di governo». Sul significato dell’iniziativa, ha aggiunto: «Abbiamo posto le basi per creare una piattaforma di crescita e di prospettiva. Catania e la Sicilia sono un hub, sono centrali non soltanto nel Mediterraneo ma sono la porta dell’Europa». La conclusione è ottimista: «possiamo realmente creare le condizioni di sviluppo e di crescita non solo di questo nostro territorio ma di tutta l’intera nostra regione siciliana».
Il primo forum ha affrontato formazione e politiche sociali, con la presenza del presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella e dell’esponente della Comunità di Sant’Egidio Emiliano Abramo. Il secondo si è concentrato sull’urbanistica e sul futuro della città: al tavolo l’assessore all’Urbanistica Giovanni Petralia, l’assessore Luca Sangiorgio, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Mauro Scaccianoce, il presidente dell’Ordine degli Architetti Alessandro Amaro e il vicepresidente Ance Salvo Messina. Il confronto ha riguardato pianificazione urbana, mobilità, sostenibilità e qualità degli spazi pubblici.
Sul tema della sicurezza, emerso con urgenza dopo le recenti sparatorie in città, è intervenuto anche il sindaco Enrico Trantino. Al suo fianco il sostituto procuratore generale Ignazio Fonzo, il comandante della Polizia Locale Diego Peruga e il penalista Antonio Fiumefreddo. Il dibattito ha provato a tenere insieme legalità, territorio e tutela della comunità, superando la sola dimensione dell’ordine pubblico.
Il quarto forum ha messo al centro le infrastrutture, con un panel che ha riunito il direttore della Ferrovia Circumetnea Salvo Fiore, il presidente di Ance Catania Rosario Fresta, i sindaci di Misterbianco Marco Corsaro e di Acireale Roberto Barbagallo, oltre al deputato Giuseppe Castiglione. Aeroporto, metropolitana e collegamenti ferroviari sono stati letti come leve decisive per la competitività dell’area metropolitana.
La mattinata di sabato ha dedicato spazio a turismo e cultura. Tra i presenti il presidente di Sicilia Fiere Nino Di Cavolo, il direttore del Teatro Stabile Marco Giorgetti, il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Giovanni Cultrera e l’imprenditore Antonio Presti. Si è discusso poi di internazionalizzazione e innovazione nel forum dedicato alle imprese, con gli interventi del presidente di Confcommercio Pietro Agen, del Ceo del Gruppo Altea Stefano Finocchiaro e dei professori ordinari dell’Università di Catania Giovanni La Via e Marco Romano.
A chiudere la due giorni un dialogo sulla città moderato dal direttore del quotidiano «La Sicilia» Antonello Piraneo, con l’arcivescovo Luigi Renna, che ha invitato alla giustizia sociale, l’europarlamentare Marco Falcone e Piermaria Capuana.