Fermo autotrasportatori Sicilia revocato dopo l’intesa

Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha revocato lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi. La decisione arriva al termine di un incontro con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, durante il quale sono stati definiti impegni su pagamenti arretrati, credito d’imposta sul gasolio e fondi per il trasporto marittimo. Il fermo degli autotrasportatori in Sicilia era stato annunciato per protestare contro il caro gasolio e i ritardi nei finanziamenti al settore.

Gli impegni del ministero

Secondo quanto riferisce il Cts, delle istanze presentate solo due non trovano accoglimento immediato. Il comitato riporta che il ministro avrebbe garantito, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, l’individuazione delle coperture necessarie per estendere di altri quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi che calmierino i costi dei biglietti del traghetto nello Stretto di Messina.

Tra i punti che il ministero si sarebbe impegnato a rendere operativi, il Cts elenca lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati, con l’erogazione dei fondi del Sea Modal Shift relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per circa 104 milioni di euro, e lo stanziamento di altri 50 milioni per la terza annualità 2026/2027. Previsto anche lo sblocco immediato di 430 milioni di credito d’imposta sul gasolio relativi alle domande già presentate, da rendere subito spendibili nel cassetto fiscale. Il comitato chiede inoltre di essere incluso stabilmente in tutti i tavoli istituzionali dedicati a mobilità e trasporti, compresa la nuova Consulta.

Il coordinatore del Cts, Salvatore Bella, dice: «Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio, ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l’istituzione del tavolo per il Sud».

Il viceministro Rixi: soddisfazione parziale

Al termine dell’incontro, durato oltre due ore e mezza con le rappresentanze locali e autonome dell’autotrasporto del Sud, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi parla di «soddisfazione solo parziale», perché i provvedimenti del governo devono ancora diventare operativi. I blocchi in Sicilia dovrebbero comunque essere revocati, e secondo Rixi segnali di distensione sono attesi anche in Puglia, Calabria e in parte in Campania.

«Abbiamo ribadito il fatto che il governo provvederà immediatamente sia allo sblocco dei 480 milioni sulle indennità sul caro gasolio fino ad agosto, sia a stanziare altri 60 milioni per i mesi di settembre e ottobre», spiega il viceministro. Aggiunge che resta da affrontare il tema di un sistema che distribuisca eventuali aumenti del costo del gasolio su tutta la filiera, senza farli ricadere soltanto sull’autotrasporto. Secondo i trasportatori presenti all’incontro, serviranno al massimo una decina di giorni per arrivare a una proposta concreta.

La reazione di Schifani

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, esprime soddisfazione per la revoca del fermo, che evita ripercussioni sull’economia dell’isola. «Ringrazio il ministro Matteo Salvini con il quale avevo avuto un’interlocuzione nei giorni scorsi proprio per sollecitare una soluzione alla vertenza», dice Schifani. «Il confronto ha dato risultati positivi e mi auguro che anche le questioni ancora aperte possano trovare presto una risposta. Da parte nostra, abbiamo già previsto ulteriori risorse per il settore nel disegno di legge sulle variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Ars, a conferma dell’attenzione del governo regionale verso una categoria strategica per l’economia siciliana».

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Redazione