Etna colata lavica attiva: nube a 6000 metri

L’Etna colata lavica continua a tenerlo banco: una bocca effusiva a quota 1900 metri resta attiva e alimenta una colata che scende fino a circa 1600 metri di altitudine nella Valle del Bove. Il campo lavico nel suo complesso è in fase di raffreddamento, ma l’attività vulcanica non si è esaurita. A renderlo noto è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, sulla base dei rilievi termici condotti dai vulcanologi nel corso della giornata di lunedì 17 agosto.

Nuova bocca aperta a 2350 metri sul cono di Monte Rittmann

Alle 08:09 un’attività esplosiva ha provocato il collasso del versante orientale del cono di Monte Rittmann, determinando l’apertura di una nuova bocca effusiva a quota 2350 metri. Da questa si è generata una colata lavica di circa 500 metri, che si è tuttavia subito arrestata e raffreddata, senza ulteriori progressioni verso quote inferiori. L’episodio conferma la dinamicità del vulcano, capace di aprire nuovi punti di emissione anche in rapida successione rispetto alle fasi precedenti.

Nube eruttiva dalla Voragine: 6000 metri di altezza verso Sud-Est

Al cratere della Voragine l’attività esplosiva persiste con intensità variabile. La nube eruttiva ha raggiunto circa 6000 metri sul livello del mare, disperdendosi in direzione Sud-Est. Si tratta di un’attività che i tecnici dell’INGV continuano a monitorare in tempo reale, anche per valutare eventuali ricadute di materiale piroclastico fine sulle aree abitate sottovento. Al momento non risultano segnalazioni di danni o disagi significativi alle comunità vicine.

Tremore vulcanico stabile su valori elevati

Sul fronte sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico non ha registrato variazioni di rilievo nel corso della giornata, mantenendosi su valori elevati e stabili. I centroidi delle sorgenti del tremore sono localizzati nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri sopra il livello del mare. La stabilità del parametro, pur su livelli alti, indica una fase di attività sostenuta ma senza accelerazioni improvvise nel periodo osservato.

Attività infrasonica: segnali quasi esclusivamente dal Cratere di Nord Est

L’attività infrasonica si è mantenuta variabile nel corso della giornata, oscillando tra livelli bassi e medi. A partire dalle 12:30 gli eventi infrasonici rilevati, che hanno generalmente mostrato ampiezze medie, sono stati prodotti quasi esclusivamente dal Cratere di Nord Est, con solo occasionali segnali provenienti dalla Voragine. Questo spostamento della sorgente infrasonica è un elemento che i vulcanologi terranno sotto osservazione nelle prossime ore per valutare eventuali evoluzioni del sistema eruttivo.

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Redazione