Esposto contro Vannacci: avvocato catanese lo accusa di apologia del fascismo

La denuncia: tre ipotesi di reato

Un avvocato catanese ha presentato una denuncia-querela contro il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, per istigazione all’odio razziale, associazione sovversiva e apologia del fascismo. A firmare l’esposto è Antonio Fiumefreddo, che definisce il suo atto il primo caso del genere in Italia. La denuncia è stata depositata dopo le recenti apparizioni pubbliche di Vannacci in diverse città, compresa Catania.

Fiumefreddo spiega di aver agito spinto da un senso di angoscia crescente. «Avverto in maniera anche angosciata una certa preoccupazione legata alle dichiarazioni rese in pubblico e alla stampa del leader di “Futuro Nazionale”. Le esternazioni rese recentemente a Catania, così come in altre parti d’Italia e la partecipazione di centinaia di giovani mi danno l’impressione di come il paese non coltivi una memoria storica. All’indomani del fascismo e della fine dell’Urss fu come se fascisti e comunisti non fossero mai esistiti. Una smemoratezza disinteressata che oggi con Vannacci si rivolge a quelle nuove generazioni che non hanno idea di cosa siano stati i totalitarismi».

Cosa contesta la querela

Nel documento, Fiumefreddo elenca una serie di condotte che a suo avviso configurano i reati contestati. Sul tema migranti, l’esposto cita la promozione della cosiddetta remigrazione, definita nell’atto come «movimentazione coatta e deportazione degli stessi». Viene poi contestata la ricostruzione pubblica del Ventennio fascista, descritta come «assolutamente antistorica» e utilizzata a scopi identitari, «fino a ricalcarne le parole d’ordine più famigerate».

C’è anche la solidarietà espressa da Vannacci a Mario Roggero, condannato anche in appello per l’uccisione di due rapinatori. L’esposto include infine iniziative che, secondo l’avvocato, puntano a «legittimare la discriminazione, la violenza privata, l’uso della forza, la delegittimazione della giurisdizione».

Le parole pronunciate a Catania

Fiumefreddo si sofferma in modo specifico su quanto Vannacci avrebbe dichiarato proprio nel capoluogo etneo. «Seguendo un copione già noto, Vannacci ha sostenuto, apertis verbis, di volere un’Italia in cui ci siano quasi esclusivamente italiani, affermazione apparentemente ambigua, ma che in realtà ammicca a quanti colgono la portata gravemente discriminatoria dell’espressione, capace di fomentare sentimenti d’odio verso chi, a giudizio del denunciato, non sarebbe da considerarsi italiano, con la precisazione che debba intendersi italiano chi abbia somaticamente determinate caratteristiche».

Una lettura che l’avvocato ritiene inequivocabile, al di là della forma volutamente sfumata con cui certi messaggi vengono veicolati.

«Non ripetiamo gli errori della storia»

La chiusura dell’esposto è netta. «Non vorrei che ieri come oggi si continuasse a minimizzare e che quello che è accaduto, non possa accadere di nuovo. Alcune parole, azioni, idee, utilizzate oggi dal generale sono esattamente quello che era il fascismo e appartengono a una fascinazione del male che è incomprensibile e inaccettabile. Vannacci ha costituito un partito dichiaratamente fascista e non lo fa di certo in maniera disinteressata».

La denuncia è ora al vaglio della magistratura. Spetterà agli inquirenti valutare se le condotte contestate superino la soglia penalmente rilevante.

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Redazione