È alla processione ma vede i ladri in casa dal telefonino: il devoto fa arrestare la banda

Il proprietario era alla processione ma ha visto il furto in diretta sul cellulare: immediato l’intervento delle “gazzelle” che hanno bloccato i malviventi in fuga con la refurtiva.

Mentre la città era riversata nelle strade per rendere omaggio alla Santa Patrona, c’era chi tentava di approfittare delle case vuote per mettere a segno un colpo. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania hanno però sventato il piano di due “topi d’appartamento”, un 47enne e un 64enne, entrambi pregiudicati catanesi, arrestandoli in flagranza di reato poco dopo il furto.

L’allarme è scattato grazie alla tecnologia e alla prontezza della vittima. Un devoto, che in quel momento stava seguendo la processione di Sant’Agata, ha ricevuto sul proprio smartphone la notifica del sistema di allarme della sua abitazione. Collegandosi immediatamente alle telecamere di videosorveglianza interna, ha assistito in diretta all’intrusione: un uomo si era arrampicato fino al secondo piano, aveva infranto il vetro di una porta finestra e stava frugando tra armadio e comò nella camera da letto. Il bottino, tre orologi, è stato arraffato in pochi istanti prima della fuga.

La chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 ha attivato immediatamente le “gazzelle” dell’Arma. Giunti sul posto in tempi record, i militari hanno intercettato un’auto che tentava di allontanarsi a gran velocità. A bordo c’erano l’autore materiale del furto e il suo complice, che aveva svolto la funzione di “palo”. Bloccati a un incrocio tra due arterie principali, i due sono stati incastrati non solo dalla refurtiva recuperata, ma anche dai vestiti indossati dal 47enne, perfettamente corrispondenti a quelli ripresi dalle telecamere della vittima.

Gli orologi sono stati restituiti al legittimo proprietario, mentre per i due uomini sono scattate le manette con l’accusa di furto aggravato in concorso in abitazione.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione