
Dalla frutta al cibo per animali: trucchi ingegnosi per inondare le piazze di spaccio della Sicilia orientale. Scatta il blitz tra Italia e Spagna coordinato da Eurojust: sequestrati beni di lusso, armi e quintali di stupefacente.
Un fiume di droga che dalla penisola iberica arrivava fino all’ombra dell’Etna, nascosto prima tra bancali di ortofrutta e poi in sacchi di croccantini sigillati a caldo. È quanto hanno scoperto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania e dello S.C.I.C.O., che all’alba di oggi hanno eseguito 12 misure cautelari (6 in Italia e 6 in Spagna) nell’ambito dell’operazione denominata “Barcellona-Express/Farfalla”.
Le indagini, condotte in stretta collaborazione con la Polizia spagnola, hanno portato alla luce una presunta associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione di armi e riciclaggio. Al vertice del sodalizio, secondo l’accusa, vi sarebbe A.C., 46 anni, catanese trapiantato a Barcellona. L’uomo, nonostante un divieto di espatrio emesso dalle autorità spagnole, è stato individuato e arrestato a Catania, dove era rientrato clandestinamente. Sarebbe stato lui il “regista” dell’approvvigionamento e della produzione di marijuana in Spagna, gestendo canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio.
La rete criminale si avvaleva di una logistica complessa. In una prima fase, la droga viaggiava su camion diretti a Catania via Civitavecchia, occultata nell’ortofrutta; successivamente, il sistema si era evoluto nascondendo lo stupefacente in sacchi di mangime per animali, aperti e richiusi con macchinari industriali per eludere i controlli. Tra i presunti complici figurano R.C., 43 anni, compagna del leader, addetta alla conta e alla verifica della qualità, e i fratelli D.L. e G.L., che avrebbero curato il trasporto dei proventi illeciti in Spagna e lo stoccaggio della droga in un immobile di Belpasso. Un ruolo chiave sarebbe stato ricoperto anche da C.N., imprenditore nel settore alimentare, che avrebbe messo a disposizione la propria società per i trasporti internazionali.
Il bilancio dell’operazione è imponente: sequestrati beni per un milione di euro, inclusa una villa a Barcellona, veicoli e conti correnti. Nel corso delle indagini sono stati intercettati oltre 900 kg tra hashish e marijuana, smantellate piantagioni indoor e rinvenute armi da fuoco.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.