Dipendenti in nero e pagati in contanti: maxi sanzioni in due ristoranti a Catania

Lavoratori in nero, alimenti senza tracciabilità, impianti abusivi e dipendenti pagati in contanti: la task force coordinata dalla Polizia di Stato ha controllato due ristoranti nei pressi di piazza Cavour a Catania. Il bilancio sarebbe di sanzioni amministrative per decine di migliaia di euro, un’attività sospesa e 17 chilogrammi di alimenti sequestrati.

All’operazione hanno preso parte i poliziotti della squadra Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania, insieme al personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana, agli ispettori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ai medici e tecnici dei Servizi Veterinari, Igiene Pubblica e Sicurezza sui luoghi di lavoro del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania e agli agenti dell’ufficio Annona della Polizia Locale.

Primo ristorante: maxi sanzioni e attività sospesa

I controlli nel primo locale hanno fatto emergere irregolarità numerose e gravi. La Polizia Locale avrebbe contestato al titolare circa 8.000 euro di sanzioni per violazioni edilizie, tra cui un impianto di climatizzazione realizzato senza certificazione di agibilità. I tecnici dello Spresal avrebbero rilevato carenze nell’impianto elettrico e spazi nella cucina talmente ridotti da non garantire una via di fuga in caso di emergenza. I medici veterinari e il Corpo Forestale hanno sequestrato 17 kg di alimenti tra carne, pesce e formaggi privi dei requisiti di tracciabilità, contestando una sanzione di 1.500 euro.

Le irregolarità più pesanti sono emerse dagli accertamenti dell’Ispettorato del Lavoro: un dipendente su cinque risulterebbe assunto in nero, circostanza che avrebbe fatto scattare una sanzione di 1.950 euro e la sospensione dell’attività, che potrà riprendere solo dopo la regolarizzazione del lavoratore e il versamento di ulteriori 2.500 euro. Tutti i dipendenti, inoltre, sarebbero stati retribuiti esclusivamente in contanti dall’inizio del rapporto di lavoro. Per ogni singolo pagamento non tracciato la sanzione sarebbe di 1.666 euro: l’importo complessivo sarà definito al termine degli accertamenti, con una stima che potrebbe raggiungere centinaia di migliaia di euro.

Secondo ristorante: irregolarità sul lavoro, alimentare in regola

Anche il secondo ristorante è stato sottoposto a verifica. I controlli avrebbero fatto emergere irregolarità sul fronte della sicurezza: impianti elettrici privi di protezione, violazioni edilizie, presidi della cassetta di pronto soccorso scaduti e carenze manutentive. L’Ispettorato del Lavoro avrebbe accertato anche qui la presenza di un lavoratore non regolarizzato, con le relative sanzioni. Sul fronte alimentare nessuna irregolarità: tracciabilità rispettata e buona qualità dei prodotti offerti al pubblico.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione