
Giovanni Arena
C’è un pezzo di grande distribuzione siciliana che da oggi ha un volto nuovo alla guida. Giovanni Arena, Cavaliere del Lavoro e amministratore delegato del Gruppo Arena, prende la presidenza di Decò Italia, la società consortile nata nel 2020 dalla partnership tra il Gruppo Arena e la campana Multicedi, di cui il Gruppo è socio fondatore. Il passaggio arriva al termine naturale del triennio di mandato di Luigi Irollo, espressione di Multicedi, che lascia la presidenza dopo tre anni.
Il Gruppo Arena è la più grande realtà della distribuzione organizzata in Sicilia, con oltre 190 punti vendita tra le insegne Decò e SuperConveniente, più di 4.000 collaboratori e un fatturato che ha raggiunto 1,5 miliardi di euro nel 2025. Nato dall’intuizione dei fratelli Cristofero e Gioachino Arena, che nel 1976 fondarono Fratelli Arena Srl, il Gruppo ha saputo evolversi nel tempo, unendo tradizione e innovazione, fino a diventare un punto di riferimento per qualità dell’offerta e capillarità sul territorio.
Nel 2026 il Gruppo Arena celebra proprio i 50 anni dalla costituzione di Fratelli Arena Srl, un traguardo che segna mezzo secolo di crescita strutturata e continuità generazionale, e che riconosce nell’azienda originaria l’architrave di un percorso che ha trasformato un’impresa familiare in leader della grande distribuzione organizzata in Sicilia.
Alla guida oggi c’è Giovanni Arena, che ha raccolto il testimone imprenditoriale con la fiducia delle sorelle e dei cugini della quarta generazione. Sotto la sua leadership, il Gruppo ha rafforzato il legame con il territorio puntando su sostenibilità, digitalizzazione, sviluppo delle persone e nuovi format distributivi. Arena è anche presidente di Gruppo VéGé, la centrale d’acquisto nazionale della Gdo cui Decò Italia è collegata.
Il consiglio appena rinnovato ha definito subito i ruoli chiave. Harald Antley, amministratore delegato di Multicedi, è il nuovo vicepresidente. Gabriele Nicotra, già direttore generale di Decò Italia, entra nel board come consigliere, garantendo continuità tra la strategia decisa al vertice e la gestione quotidiana dell’azienda.
Il rinnovo coincide con l’uscita, per scelta personale, di Mario Gasbarrino dalla carica di amministratore delegato, dopo aver guidato Decò Italia dalla nascita fino a oggi, nell’intero quinquennio 2021-2026. I numeri lasciano un’eredità solida per chi arriva dopo di lui. Il fatturato della private label grocery è passato da 149 a 400 milioni di euro, una crescita del 168% in cinque anni, un ritmo che ha spinto l’incidenza della marca del distributore sulle vendite totali dal 14,9% al 23%, superando la media dell’Area 4, ferma al 19,5%. Sotto la sua gestione è nato anche il marchio premium Gastronauta, oggi con oltre 400 referenze, insieme a più di 400 nuovi prodotti e al restyling completo del packaging della linea Decò.
Arena e Pietro Ragozzino, presidente del Gruppo Multicedi, hanno voluto un saluto congiunto per l’uscente. «Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento a Mario per il prezioso contributo offerto in questi anni. La sua visione strategica e la capacità di interpretare l’evoluzione del mercato hanno consentito a Decò Italia di costruire un progetto industriale solido e distintivo. I risultati raggiunti rappresentano oggi una base importante sulla quale proseguire il percorso di crescita, continuando a investire in innovazione, qualità e competitività».
Gasbarrino ha risposto con parole altrettanto sentite. «Lanciare e guidare lo sviluppo di Decò Italia è stata un’avventura professionale e umana straordinaria. Lascio un’azienda solida, dinamica e pronta ad affrontare con successo le sfide del mercato. Ringrazio i soci, il management e tutti i collaboratori per la fiducia e la collaborazione di questi anni».
Con Nicotra alla direzione generale e Arena al vertice, Decò Italia punta a proseguire sulla traiettoria degli ultimi anni, senza stravolgimenti di strategia. L’obiettivo dichiarato resta rafforzare le insegne Decò e Gastronauta, continuando a far leva sulla marca del distributore come strumento competitivo in un mercato della Gdo sempre più conteso, con radici che restano profondamente siciliane.