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Il Consiglio comunale di Catania ha approvato l’ordine del giorno sul Piano della Costa Catania, presentato dal gruppo Mpa-Grande Catania. Il documento impegna l’amministrazione ad avviare la redazione dello strumento, che dovrà integrarsi con il Piano Urbanistico Generale, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, il Piano Regolatore Portuale e le politiche legate alla Blue Economy.
A firmare la proposta sono stati il capogruppo Bruno Brucchieri insieme ai consiglieri Simona Latino e Giuseppe Nicotra. Per Brucchieri l’atto colma un ritardo di decenni nella gestione del rapporto tra la città e il mare. «Per troppi anni la città ha vissuto una contraddizione evidente, possedere uno dei tratti costieri più straordinari del Mediterraneo senza una vera strategia capace di valorizzarlo» ha detto. «Con questo Ordine del Giorno abbiamo voluto colmare un vuoto politico e programmatico che si trascina da decenni».
Il capogruppo del Mpa ha parlato anche di una visione frammentata che per anni avrebbe impedito di collegare tra loro le diverse aree costiere della città. «Non esiste una grande città costiera che non abbia costruito il proprio sviluppo partendo dal mare» ha spiegato Brucchieri. «Catania, invece, per troppo tempo è rimasta ferma, prigioniera di una visione frammentata che ha impedito di mettere in rete porto, waterfront, Playa, Ognina, scogliera e patrimonio ambientale. Oggi il Consiglio Comunale afferma con forza che questa stagione deve finire».
Tra i punti indicati nell’ordine del giorno figurano la riqualificazione del waterfront urbano, la valorizzazione del porto come motore economico del territorio, la rigenerazione delle aree di interfaccia tra porto e città. Previsti anche il recupero delle spiagge e della scogliera, il rafforzamento della mobilità sostenibile lungo la costa e la creazione di nuovi spazi pubblici per la fruizione del mare.
Un capitolo specifico riguarda la Blue Economy, indicata dal gruppo Mpa come settore chiave per lo sviluppo della Sicilia orientale. «Parliamo di investimenti, innovazione, turismo, nautica, crocieristica, ricerca, pesca, sostenibilità e lavoro» hanno spiegato gli esponenti autonomisti. «Parliamo di una nuova economia del mare che può creare sviluppo e occupazione qualificata. Catania ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento del Mediterraneo, ma per farlo servono programmazione, coraggio e una visione chiara».
L’ordine del giorno prevede inoltre l’istituzione del Tavolo permanente «Catania Città di Mare», che dovrà coinvolgere Autorità Portuale, Regione Siciliana, associazioni di categoria ed enti ambientali nella costruzione di una strategia condivisa sulla costa cittadina.
Brucchieri ha chiarito che ora la palla passa alla Giunta. «Con questo atto il Consiglio Comunale ha fatto la propria parte» ha detto. «Adesso tocca all’Amministrazione trasformare questo indirizzo politico in atti concreti. Saremo inflessibili nel vigilare affinché il Piano della Costa non resti chiuso in un cassetto, ma diventi una realtà capace di cambiare il volto della città».
Il gruppo consiliare ha rivendicato la portata a lungo termine della proposta. «Il Mpa rivendica con orgoglio di avere portato in Aula una proposta che guarda ai prossimi trent’anni e non alle prossime scadenze elettorali» si legge nella nota. «Restituire Catania al suo mare significa restituire alla città una parte fondamentale della propria identità e costruire nuove opportunità per le future generazioni».