
Civita
Catania, il quartiere Civita si divide sul piano di pedonalizzazione: residenti e famiglie con fragilità denunciano il rischio isolamento. Al centro della contesa il bilanciamento tra il decoro urbano del centro storico e il diritto all’assistenza domiciliare.
Le strade della Civita, tra via Porta di Ferro e via Vecchio Bastione, sono diventate il teatro di un acceso confronto tra la cittadinanza e le nuove direttive di pianificazione urbana. Il nodo della questione riguarda il recente piano di pedonalizzazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a riqualificare l’estetica e la fruibilità del cuore storico di Catania. Tuttavia, per una parte significativa dei residenti, il progetto si scontra con le necessità vitali legate alla salute e all’assistenza dei soggetti più deboli, trasformando l’intervento urbanistico in una criticità di natura sociale.
Le criticità sollevate dagli abitanti vertono sulla gestione delle emergenze sanitarie e sul trasporto di persone non autosufficienti. È stato evidenziato come la chiusura al traffico veicolare complichi sensibilmente le operazioni quotidiane per chi assiste familiari con disabilità motorie o anziani che necessitano di terapie costanti presso centri specializzati. «Mio marito è sulla sedia a rotelle e ogni giorno andiamo al centro spinale per la terapia. Se chiudono le vie d’accesso, io non so più come muovermi con la macchina», riferisce una cittadina, ponendo l’accento sulla funzione del mezzo privato non come scelta di mobilità, ma come presidio sanitario mobile.
La protesta si estende anche alle modalità di attuazione del piano e alla gestione degli spazi comuni. I residenti lamentano una presunta mancanza di coinvolgimento preventivo, sostenendo che le modifiche alla viabilità siano state introdotte senza un adeguato confronto con chi vive il territorio. La preoccupazione diffusa è che la creazione di aree pedonali, se non accompagnata da stalli di sosta nelle immediate vicinanze, possa favorire esclusivamente l’espansione della movida a discapito della funzione residenziale del quartiere. «Il Comune mette parcheggi distanti, tipo Piazza Lugo. Ma se c’è un pronto soccorso, io devo essere vicino per portare subito mio zio in ospedale», spiegano i portavoce della protesta.
Dall’altra parte, il dibattito resta aperto sull’esigenza di restituire decoro a una delle zone più pregiate di Catania, soggetta a un cronico problema di sosta selvaggia. Il quartiere chiede ora alle istituzioni una sintesi che sappia coniugare la visione di una città moderna e turistica con la sensibilità verso il lato umano e le necessità assistenziali. La lotta per il diritto a una vita dignitosa tra le mura di casa prosegue, in attesa di una risposta che possa garantire l’accessibilità necessaria per la tutela della salute pubblica dei residenti storici.