
Un uomo di 68 anni, originario di Catania, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con oltre due chili di cocaina nascosti nel cruscotto della sua auto. Il ritrovamento di cocaina al casello di Catania-San Gregorio è avvenuto nell’ambito dei controlli antidroga intensificati dai finanzieri nei punti di maggior transito del capoluogo etneo, dove le forze dell’ordine hanno incrementato la presenza per contrastare i traffici illeciti sulle principali arterie di collegamento.
A effettuare il controllo sono stati i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania, affiancati dalle unità AT-PI “Baschi Verdi” e dai cinofili. Quando il veicolo è stato fermato presso il casello autostradale di Catania-San Gregorio in direzione Catania, il conducente ha mostrato un evidente nervosismo. Basta questo a convincere i finanzieri ad avviare una perquisizione dell’uomo e del mezzo.
La scelta si è rivelata decisiva.
Nascosti in un vano ricavato artigianalmente nel cruscotto dell’auto, i militari hanno trovato 2 panetti di cocaina. Il narcotest eseguito sul posto ha confermato la natura della sostanza: peso complessivo di circa 2,1 chilogrammi. Secondo le stime della Finanza, immessa sul mercato al dettaglio quella quantità avrebbe generato proventi illeciti per circa 400 mila euro.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto ai traffici illeciti che la Guardia di Finanza di Catania ha avviato nei punti nevralgici della viabilità cittadina e autostradale. I caselli autostradali rappresentano snodi sensibili per il trasporto di sostanze stupefacenti, poiché consentono spostamenti rapidi tra diverse aree della Sicilia e del Paese. L’impiego combinato di unità investigative, reparti speciali e squadre cinofile risponde proprio all’esigenza di moltiplicare le possibilità di intercettare traffici di questo tipo.
Il 68enne è stato arrestato in flagranza per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti e trasferito alla Casa Circondariale di Piazza Lanza di Catania. Il Tribunale etneo, su richiesta della locale Procura, ha convalidato sia il sequestro della droga che l’arresto. Le indagini proseguono per ricostruire l’origine e la destinazione dello stupefacente sequestrato.
Ai sensi di legge, l’indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale condanna definitiva.