
Maxi blitz interforze in un locale d’intrattenimento dell’hinterland etneo: i Carabinieri scoprono cibo non tracciabile, gravi carenze sulla sicurezza e un lavoratore in nero. L’ispezione straordinaria condotta dai militari di Mascalucia insieme a NAS, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza ha portato al sequestro di 17 chili di alimenti e all’irrogazione di pesanti sanzioni pecuniarie; tra le irregolarità riscontrate, oltre a cucine fuori norma e dipendenti privi di visite mediche obbligatorie, figurano gravi violazioni dei sistemi antincendio e delle misure di gestione delle emergenze.
Un controllo straordinario finalizzato a garantire la sicurezza e la regolarità nei pubblici esercizi ha fatto emergere una fitta serie di illecite gestioni all’interno di un’attività commerciale e di intrattenimento del territorio etneo. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Tenenza di Mascalucia, supportati da una task force specialistica composta dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Catania, dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dal I Gruppo della Guardia di Finanza. Al centro degli accertamenti è finito il titolare dell’esercizio, un uomo di 52 anni residente a Gravina di Catania.
I primi riscontri effettuati dagli specialisti del NAS hanno evidenziato una situazione critica sotto il profilo dell’igiene e della salute pubblica all’interno dei locali di preparazione:
Il monitoraggio della regolarità delle posizioni occupazionali, affidato ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, ha svelato violazioni sostanziali in materia di tutela della salute dei lavoratori:
Sul fronte della tutela dell’incolumità pubblica e dei clienti, il personale dei Vigili del Fuoco ha messo a verbale gravi criticità strutturali relative alla prevenzione incendi e alla gestione delle emergenze. Tra le inadempienze più rilevanti inserite nel dossier ispettivo figurano l’assenza di un sistema idoneo al conteggio delle persone presenti in sala, profonde carenze nella segnaletica di sicurezza stradale interna, il malfunzionamento delle luci di emergenza e la mancata segnalazione del dispositivo di sgancio generale dell’alimentazione elettrica.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.