
Scontro aperto sui fondi per il Porto Rossi: i diportisti difendono gli interventi di messa in sicurezza mentre Sinistra Italiana contesta le priorità del governo regionale. Al centro del dibattito lo stanziamento di 776 mila euro per la rimozione dei relitti dopo il ciclone Harry.
Non accenna a placarsi la polemica politica e sociale attorno al Porto Rossi di Catania, duramente colpito dalla furia del ciclone Harry. Questo fine settimana il Comitato dei diportisti è tornato a far sentire la propria voce per respingere le accuse di favoritismi, precisando che le risorse pubbliche stanziate non sono un regalo ai privati. Secondo i proprietari delle imbarcazioni, i fondi sono destinati esclusivamente alla bonifica dello specchio acqueo, dove da due mesi giacciono relitti che rappresentano un pericolo ambientale e un ostacolo alla navigazione.
Il Comitato ha sottolineato come la richiesta di intervento sia stata avanzata sin dai giorni immediatamente successivi alla mareggiata del 10 febbraio 2026. «La rimozione dei relitti e la bonifica dell’area sono un dovere delle istituzioni quando vi sono rischi ambientali e di sicurezza, indipendentemente dalla proprietà privata delle imbarcazioni coinvolte», spiegano i diportisti, ricordando anche gli episodi di sciacallaggio verificatisi nell’area e i conseguenti interventi della Polfer. Per il Comitato, si tratta di un’operazione di interesse pubblico volta a restituire decoro e legalità a un tratto di costa appartenente alla collettività.
Di parere opposto è Sinistra Italiana, che attraverso il segretario provinciale Gioli Vindigni e il segretario cittadino Marcello Failla ha sollevato dubbi sulle tempistiche e sulla ripartizione dei fondi regionali. Pur non negando il diritto al ripristino dell’area, gli esponenti politici evidenziano un presunto squilibrio: a fronte di danni all’agricoltura e alle infrastrutture stimati in oltre 2 miliardi di euro, il governo Schifani ha stanziato cifre ritenute del tutto insufficienti per le imprese ittiche e le famiglie colpite.
«Il Porto Rossi verrà ripristinato in 150 giorni: quanti anni dovranno attendere gli altri porti, i pescatori che hanno perso le barche e gli agricoltori che hanno perso tutto?», si chiedono Vindigni e Failla nella nota ufficiale. Sinistra Italiana stigmatizza la rapidità dell’intervento per il porticciolo cittadino – pari a circa 776 mila euro – rispetto alla lentezza che storicamente caratterizza la ricostruzione di sottoservizi e comparti produttivi devastati dal ciclone. Una polemica che mette a nudo la tensione tra il diritto alla tutela della proprietà privata e la necessità di una gestione equa delle emergenze territoriali.