
Sviluppi nell’inchiesta sulla diciannovenne arrestata a Nesima: la Polizia di Stato individua il deposito della droga. In via Petriera sequestrati oltre 8 chilogrammi di marijuana pronti per il confezionamento.
Le indagini condotte dalla Questura di Catania dopo il recente arresto di una diciannovenne milanese hanno permesso di infliggere un ulteriore colpo alla rete dello spaccio locale. Gli agenti della Squadra Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono riusciti a individuare quella che, nell’ipotesi investigativa, era la base logistica utilizzata dalla giovane. All’interno di un deposito in via Petriera, i poliziotti hanno rinvenuto un grosso borsone nero contenente otto buste sigillate di marijuana, per un peso complessivo di 8,4 chilogrammi.
La vicenda aveva preso il via nei giorni scorsi nel quartiere Nesima, quando la ragazza era stata fermata in via IV Novembre alla guida della propria vettura. In quell’occasione, la Polizia aveva già recuperato 2,7 chili di sostanza stupefacente occultati tra l’abitacolo e l’abitazione della diciannovenne. Dopo la convalida dell’arresto, il giudice aveva disposto per lei la custodia cautelare in carcere, ma l’attività di monitoraggio dei poliziotti non si è interrotta, portando all’identificazione del magazzino di stoccaggio.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli specialisti del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per i rilievi tecnici. La droga sequestrata sarà ora sottoposta ad analisi di laboratorio per determinarne il principio attivo e la qualità. L’operazione ha permesso di sottrarre al mercato illegale un quantitativo totale che supera gli undici chilogrammi di stupefacente, che avrebbero generato introiti consistenti per la criminalità organizzata impegnata nel traffico di droga.
Alla luce delle nuove scoperte, la giovane è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per la detenzione dell’ingente carico rinvenuto nel deposito. L’azione della Polizia di Stato si inquadra nelle costanti attività di prevenzione e contrasto all’illegalità diffusa nel territorio etneo, con un focus particolare sui reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree periferiche della città.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.