Catania, omicidio Privitera: due arresti grazie a indagini scientifiche

Omicidio Privitera, la tecnologia inchioda i killer: ricostruita l’esecuzione sulla spiaggia dell’Ippocampo di Mare. Grazie ai dati del GPS e ai rilievi della Scientifica, gli inquirenti hanno fatto luce sui sedici minuti che sono costati la vita al 35enne catanese, vittima di un agguato in pieno stile mafioso.

Le indagini sul brutale assassinio di Salvatore Alfio Privitera hanno raggiunto una svolta decisiva attraverso un approccio puramente scientifico. Gli esperti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania e Siracusa, coadiuvati dal RIS di Messina, hanno ricomposto un complesso mosaico di prove che ha permesso di delineare la dinamica del delitto avvenuto lo scorso 5 gennaio. La vittima sarebbe stata colpita a morte in un intervallo di appena sedici minuti, tra le 19:26 e le 20:12, durante i quali sarebbe stata prima aggredita fisicamente e poi giustiziata con una fucilata calibro 12 alla nuca.

L’elemento cardine che ha permesso di incastrare i presunti responsabili, Pietro Catanzaro e Danilo Sortino, è stata la “scatola nera” installata sulla Volkswagen T-Roc che Privitera aveva preso a noleggio. Il sistema satellitare ha registrato ogni movimento del veicolo, portando i militari direttamente sulla spiaggia attigua al Villaggio Ippocampo di Mare, zona considerata sotto l’influenza del clan Cappello. In quell’area sono state rinvenute tracce di sangue, una collana d’oro e un bossolo, a conferma che l’esecuzione è avvenuta nel capoluogo etneo e non nel luogo dove il mezzo è stato successivamente dato alle fiamme.

Il movente del delitto, definito dal procuratore Francesco Curcio come un fatto di sangue agghiacciante, sarebbe maturato nel contesto del traffico di sostanze stupefacenti e di pesanti debiti di gioco. Secondo la ricostruzione della DDA, la vittima si sarebbe presentata all’appuntamento. Dopo l’omicidio, i responsabili avrebbero spostato il cadavere fino alle campagne di Carlentini, in contrada San Demetrio, per tentare di occultare definitivamente i resti carbonizzando l’auto.

La solidità dell’impianto accusatorio è stata rafforzata dalle analisi delle celle telefoniche. Catanzaro è stato catturato a Catania, Sortino è stato rintracciato in Calabria. Riuscire a chiudere indagini di tale densità tecnica rappresenta una delle ricette più importanti per la legalità. Le autorità mantengono ora alta la guardia alla ricerca di possibili complici ancora in libertà.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Published by
Alfio Musarra