Catania FC fideiussione penalizzazione: Trantino attacca

Catania FC fideiussione penalizzazione: seconda volta in due anni

Il Catania FC non ha depositato la fideiussione entro la scadenza del 10 agosto e ora rischia una penalizzazione tra i 3 e i 5 punti in classifica. La circostanza che peggiora tutto è che non si tratta di un episodio isolato: già due stagioni fa il club rossazzurro era incappato nella stessa violazione, e la recidività pesa sia sul piano federale che su quello della credibilità verso la tifoseria. Circa novemila abbonati hanno già rinnovato la tessera per la stagione in corso.

Le scuse del consiglio di amministrazione

Il Consiglio di amministrazione del Catania FC ha diffuso una nota in cui ammette l’inadempimento. «Il Consiglio di amministrazione del Catania FC, facendo seguito alla precedente comunicazione di giovedì 6 agosto, si rammarica nell’informare di non essere stato in grado di risolvere le questioni tecniche e burocratiche in tempo per la scadenza del 10 agosto». Il comunicato aggiunge che «proprietà e board lavorano 24 ore su 24 per porre rimedio al problema e restano profondamente dispiaciuti per la delusione che ciò porterà alla nostra città e ai nostri tifosi». Il club assicura di voler affrontare la situazione con umiltà e promette che la stagione «sarà degna del nome Catania».

Trantino: «Non è un semplice inconveniente tecnico»

Il sindaco Enrico Trantino ha risposto con una nota che non lascia spazio a interpretazioni. «Il mancato deposito della fideiussione non può essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico-burocratico», scrive. E ricorda che «appena due anni fa il Catania FC era stato penalizzato per una violazione analoga. Quel precedente avrebbe dovuto produrre le necessarie correzioni organizzative per evitare che una situazione simile si ripetesse».

Trantino riconosce gli sforzi della proprietà, dall’acquisto di Torre del Grifo all’impegno dichiarato per riportare il Catania nelle categorie che contano, ma pone una condizione precisa: «Agli investimenti deve corrispondere una società solida, efficiente, autonoma e radicata sul territorio. Il presidente Pelligra deve dimostrare pienamente la responsabilità di rappresentare il calcio a Catania».

Il sindaco non risparmia nemmeno un passaggio sui collaboratori della proprietà, incluso l’amministratore delegato: la fiducia ricevuta dalla città, dice, deve tradursi in «un’assunzione di responsabilità concreta, capace anche di evitare che le difficoltà organizzative finiscano per mettere in seria difficoltà i suoi più stretti collaboratori».

La proposta concreta al presidente Pelligra

Nella nota del sindaco c’è anche una richiesta operativa diretta. «Chiediamo a Pelligra di rafforzare la struttura societaria a Catania, garantendole autonomia operativa ed economica e impedendo che adempimenti fondamentali dipendano da tempi tecnici e burocratici legati alla disponibilità di capitali dall’estero. Non bastano rassicurazioni. Servono fatti e una spiegazione chiara alla città su come si intenda cambiare passo».

Sul fronte dei tifosi, Trantino è diretto: «Quasi diecimila tifosi hanno già rinnovato il proprio abbonamento, confermando un senso di appartenenza straordinario. A loro e all’intera comunità rossazzurra si devono rispetto, chiarezza e affidabilità. Una passione così grande non può essere considerata scontata».

Le reazioni della politica e la questione dei tesserati

Anche altre figure istituzionali si sono espresse. L’ex sindaco Enzo Bianco si è limitato a due parole sui social: «Profonda tristezza». Il senatore Salvo Pogliese ha scritto: «C’è una grandissima delusione e altrettanta preoccupazione dopo l’eccezionale risposta del popolo rossazzurro confermata in sede di campagna abbonamenti. Adesso occorrono fatti, Pelligra chiarisca il suo piano di gestione che non può andare incontro a errori del genere».

Sul fronte regolamentare, in caso di inadempienza i tesserati tornerebbero formalmente alla precedente proprietà. Con il saldo atteso nei prossimi giorni, però, la vicenda dovrebbe chiudersi senza conseguenze sui contratti in essere.

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Redazione