Catania e Siracusa: operazione dei Carabinieri per omicidio e soppressione di cadavere

Svolta nell’omicidio: risolto il giallo di un uomo trovato carbonizzato nelle campagne di Carlentini. Operazione antimafia dei Carabinieri tra Catania e Siracusa: arrestati due sospettati legati al clan Cappello-Bonaccorsi, accusati di soppressione di cadavere e incendio con l’aggravante del metodo mafioso.

Dalle prime ore di questa mattina, è stata portata a termine, una vasta operazione dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa. L’azione, volta a dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo, ha portato all’arresto di due soggetti ritenuti responsabili, in concorso, di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio. L’indagine è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catania unitamente alla Procura della Repubblica di Siracusa.

Al centro dell’inchiesta l’efferato delitto a quanto pare, di un 35enne, che aveva fatto perdere le proprie tracce da Catania il giorno precedente all’Epifania. Il 6 gennaio 2026, nelle campagne di Carlentini, i familiari dell’uomo ritrovarono la Volkswagen T-Roc presa a noleggio dal figlio completamente avvolta dalle fiamme. All’interno della vettura carbonizzata furono rinvenuti dei resti umani, successivamente sottoposti al test del Dna per ottenere la certezza dell’identità della vittima. Un giallo risolto in pochi mesi grazie alla sinergia tra i militari del comando provinciale di Catania e i colleghi di Siracusa.

Secondo quanto emerso dalle attività investigative, il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile a dissidi in materia di sostanze stupefacenti tra la vittima e uno degli esecutori. Quest’ultimo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe il figlio di un esponente di spicco del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Proprio per i legami con la criminalità organizzata, ai due indagati sono state contestate le aggravanti del “metodo mafioso”.

All’operazione hanno partecipato numerosi reparti specializzati dell’Arma, tra cui il RIS di Messina, lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”, il Nucleo Cinofili di Nicolosi e il 12^ Nucleo Elicotteri, con il supporto operativo dei militari di Vibo Valentia. I dettagli tecnici dell’attività investigativa saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione