
Il fine settimana a Catania è stato presidiato da un massiccio dispositivo interforze per garantire la sicurezza della movida nel centro storico. L’operazione, coordinata dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri, ha portato all’identificazione di oltre 350 persone, al sequestro di veicoli e alla denuncia di parcheggiatori abusivi e conducenti in stato di ebbrezza.
Sotto l’egida del Questore di Catania e in linea con le direttive del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, le forze dell’ordine hanno monitorato le principali vie del centro storico. Il dispositivo interforze ha visto la collaborazione di Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Polizia Scientifica e dell’Esercito Italiano, impegnato nell’operazione “Strade Sicure”. I presidi sono stati concentrati in zone quali piazza Bellini, via Sangiuliano, via Etnea e piazza Università per prevenire comportamenti illeciti e l’uso di sostanze stupefacenti.
Il bilancio complessivo delle attività condotte dalla Polizia di Stato riporta l’identificazione di 279 persone e il controllo di 153 veicoli. Un’attenzione particolare è stata rivolta al contrasto dei parcheggiatori abusivi: 10 soggetti sono stati sanzionati e, per 7 di loro, è scattata la denuncia per violazione del Dacur (il cosiddetto Daspo Urbano). Sul fronte della viabilità, sono state accertate 25 infrazioni, con sequestri legati alla mancanza di assicurazione e alla guida senza casco.
Parallelamente, l’Arma dei Carabinieri ha operato in aree come Piazza Federico di Svevia e Piazza Duomo, impiegando etilometri e drug-test. I militari hanno identificato 73 persone e contestato sanzioni per un valore di circa 19.000 euro, decurtando 30 punti patente. Tra i casi rilevati, un motociclista è stato deferito per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 2 g/l. Grazie alla presenza capillare delle pattuglie, la movida notturna si è svolta senza disordini, garantendo la tutela dei cittadini e del decoro urbano.
Le persone coinvolte nelle denunce sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.